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Invalidità civile, l’INPS di Messina sommerso dalle pratiche

La carenza di personale dell’INPS paralizza lo smaltimento della pratiche di invalidità civile del 2010 in tutti gli uffici della Sicilia. Stando ai dati presentati dalla Confcommercio isolana, da gennaio dell’anno scorso (quando la legge 102 è diventata operativa) al 30 aprile 2011, all’INPS di Palermo sono arrivati 86 mila verbali di invalidità civile, 22 mila dei quali solo tra gennaio e aprile di quest’anno. Ma la situazione peggiore si registra a Messina, dove le 27.831 pratiche del 2010 sono ancora tutte inevase, mentre per quanto il 2011 su 10.512 istanze ne sono state evase solo 619. Problemi anche a Catania, dove su 50.232 richieste presentate l’anno scorso ne sono state chiuse solo 3.121. Per il 2011 invece, su 19.537 pratiche presentate ne sono state evase 5.196: appena il 6 per cento.   

“Siamo veramente preoccupati -dichiara Antonino Barberi, direttore per il Sud Italia del patronato 50&più Enasco. Non solo per gli invalidi civili che hanno fatto richiesta della pensione ma anche per quelli che hanno più semplicemente chiesto il riconoscimento della qualifica, titolo indispensabile in molti casi per ottenere il posto di lavoro o importanti presidi sanitari. Facendo appello al forte senso di responsabilità degli enti coinvolti -aggiunge Barbieri- a nostro giudizio a questo è indispensabile l’intervento del governo nazionale e di politici regionali. I primi con opportune iniziative legislative

per superare lo stato di criticità, poiché l’INPS non è assolutamente in grado solo con le proprie forze di far fronte all’emergenza, i secondi impegnandosi invece a utilizzare risorse umane per una task force finalizzata allo smaltimento dell’arretrato fino al raggiungimento di una situazione di normalità ”. 

Secondo quando affermano anche i rappresentanti di Confcommercio attivi all’interno dei Comitati provinciali dell’INPS, da quando con la nuova normativa la competenza è passata dalle ASL all’INPS, è vero non solo che gli uffici siciliani dell’Istituto non riescono ad evadere le migliaia di pratiche arretrate a causa della carenza di personale, ma c’è anche “l’aggravante che il passaggio alla procedura telematica ha creato non pochi problemi soprattutto per il mancato caricamento dei verbali da parte delle ASL, che continuano a compilare ed inviare manualmente le pratiche arretrate del 2010 in formato cartaceo”. 

Particolarmente grave e difficile la situazione in cui versano i soggetti con problemi oncologici (1/5 delle istanze provengono da loro) che per legge dovrebbero essere sottoposti al controllo entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta. Attualmente invece, i tempi d’attesa per la visita e la risoluzione della pratica sono diventati in media di 2 anni per tutti, anche i pazienti con tumori. In ogni caso, va meglio per chi ha presentato o presenterà la propria pratica nel 2011, poiché ci sono maggiori possibilità che sia evasa in tempi brevi rispetto alle richieste presentate l’anno scorso, che resteranno bloccate ancora a lungo.