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Insidious

Insidious 

Paese: U.S.A.

Genere: horror

Durata: 103 minuti

Regia: James Wan 

James Wan firma un horror dai toni che fanno ricordare la vecchia scuola del genere. Josh ha una bella moglie e tre bei bambini, assieme ai quali decide di trasferirsi in una nuova casa. Purtroppo però suo figlio Dalton ha un banale incidente domestico e batte la testa. Ricoverato in ospedale, cade misteriosamente in coma, senza che i medici capiscano perché. Josh e sua moglie Renai decidono di curarlo a casa, visto che lei è una compositrice e ha molto tempo libero. Poco tempo dopo il rientro di Dalton però, in casa si manifestano delle misteriose presenze che li costringono a traslocare, nonostante lo scetticismo di Josh.

Purtroppo le presenze li perseguitano nonostante i traslochi, quindi Renai decide di prestare orecchio ai consigli della madre di Josh, che li indirizza verso Elise, una medium di sua conoscenza. Le rivelazioni della donna sono sorprendenti: Dalton ha la capacità di materializzare il suo corpo astrale e di compiere viaggi extracorporei, ed è stato durante uno di questi che

ha perso la “via di casa”. Le presenze desiderano il corpo vuoto di Dalton, per questo li perseguitano. Elise dice loro che l’unico che può salvare il bambino è il padre, Josh, da cui ha ereditato il “dono”. Josh dapprima si rifiuta di credere alla storia, ma quando sua madre gli rivelerà che da piccolo aveva gli stessi problemi del figlio. Decide quindi di provare, ma la creatura che torturava lui, da piccolo, torna a perseguitarlo… 

Come detto, sembra una storia confezionata dalle mani di un regista della vecchia scuola, con una buona tensione narrativa che si mantiene per tutto il film: le rivelazioni sono diverse e ben si intrecciano, amalgamandosi in una storia cupa e tenebrosa, con delle buone scelte registiche e di montaggio e ben interpretata. Purtroppo, non convince fino in fondo però, non c’è nulla di veramente nuovo od efficace che convinca uno spettatore appena, appena smaliziato. Può essere più efficace su un pubblico più giovane, anche se spettatori più anziani possono notare facilmente citazioni e riferimenti a titoli storici, come “Poltergeist-demoniache presenze”, “Hamityville horror” “Nightmare” o il più recente “Saw”. Consigliato ai giovani aficionados di genere.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.