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Indagini sulla tragedia di Caronia, la Polizia Scientifica analizza gli abiti di Viviana Parisi

MESSINA. Non si può ancora escludere nessuna ipotesi sulla tragica morte della dj Viviana Parisi e sulla fine di suo figlio Gioele di 4 anni, anche se nelle ultime ore gli inquirenti avrebbero escluso la presenza di terzi nella vicenda. Dopo il riconoscimento da parte del padre del bambino, Daniele Mondello, delle scarpette blu ritrovate nelle campagne di Caronia insieme ai resti che quasi certamente sono del piccolo, oggi a Palermo la Polizia scientifica ha analizzato gli abiti di Viviana Parisi il cui corpo senza vita era stato ritrovato l’8 agosto ai piedi di un traliccio: la sua morte, date le fratture riscontrate, è stata quasi certamente dovuta a una caduta all’alto. Ora la Procura di Patti attende gli esiti di tutti gli esami, fra cui quelli dell’autopsia alla quale parteciperà anche l’entomologo forense Stefano Vanin. Questa sera la parrocchia Santa Maria del Carmelo di Venetico e il Comune del paese sulla costa Tirrenica hanno organizzato una veglia di preghiera e di raccoglimento in ricordo di Viviana e del suo bambino. Ieri, frattanto, l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (AIDAA) è intervenuta contro la strumentalizzazione degli animali. “Abbiamo il massimo rispetto per la tragica fine che il destino ha riservato a Gioele e alla sua mamma ed esprimiamo il più sentito cordoglio al padre e ai famigliari per questa che è riduttivo definire una tragedia, ma invitiamo tutti a non strumentalizzare gli animali in questa terribile vicenda – dichiara il presidente dell’AIDAA Lorenzo Croce. Da giorni vengono diffuse notizie che parlano ora dell’aggressione di cani selvatici, ora di aggressioni di rottweiler e da ultimo della responsabilità dei maiali nello scempio del corpo del piccolo Gioele. Invitiamo tutti ad abbassare i toni e ad aspettare rigorosamente l’esito degli esami autoptici e di laboratorio prima di lasciarsi andare in suggestive quanto fantasiose dichiarazioni proprio per il rispetto che dobbiamo ai questi morti e ai loro familiari. Evitiamo di dare credito a voci di corridoio spesso messe in giro al solo scopo di creare scalpore o per fare qualche titolo giornalistico. La situazione sugli animali selvatici e non in quella zona è delicata e il rischio che la strumentalizzazione di questa vicenda porti a conclusioni affrettate che possono produrre uno sterminio di cani randagi o altri animali selvatici per avvelenamento è tutt’altro che ipotetica. Lasciamo che le indagini facciano il loro corso”.