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Incidente mortale di Paolo Todaro, chiesta l’archiviazione dalla Procura. La famiglia si oppone 

Messina – La Procura di Messina, in merito all’inchiesta sull’incidente nel quale lo scorso 1 agosto 2020, in località Acqua Barone, villaggio San Filippo Superiore, ha perso la vita  Paolo Totaro, operaio stagionale del Corpo Forestale della Regione Siciliana, ha chiesto al gip l’archiviazione dell’accusa di omicidio colposo nei confronti dell’unico indagato, A. P. , il quale, al momento del sinistro in cui ha perso la vita il lavoratore, ricopriva il ruolo di D.O.S.(Dirigente operazioni di spegnimento), figura che decide l’intervento dei mezzi ritenuti più idonei e che coordina le operazioni di spegnimento di incendi boschivi di vaste dimensioni.

In quel tragico pomeriggio, Totaro si trovava alla guida del mezzo in forza al Corpo Forestale della Regione Siciliana, per raggiungere e dare supporto ad altri colleghi che si trovavano già sul luogo in cui si stava consumando un incendio boschivo segnalato qualche ora prima in zona contrada Badessa.
Purtroppo, il lavoratore non ha mai raggiunto i colleghi, in quanto, mentre stava percorrendo la strada provinciale San Filippo – Dinnammare, direzione mare-monte, – strada stretta e tortuosa ed a fondo naturale, senza protezioni di contenimento laterali – il mezzo precipitava unitamente al proprio conducente, il quale  veniva espulso dal posto di guida ed impattava contro il terreno della scarpata, perdendo la vita per le gravissime lesioni riportate.
All’esito delle attività di indagine, la Procura della Repubblica ha chiesto l’archiviazione del procedimento, sostenendo che «l’indagato ha valutato ex ante, alla luce di quanto sopra riferito, l’idoneità del mezzo a percorrere la strada e ad egli, alla luce degli atti contenuti nel fascicolo, non può essere addebitato alcun rimprovero penale, posto che, alla luce delle indagini svolte, non può essergli ascritta la responsabilità per l’evento morte occorso al Todaro, né sarebbe dimostrabile in giudizio un nesso causale tra la sua condotta e detto evento».
I familiari della vittima non ci stanno e chiedono che sia fatta giustizia. A loro parere siamo in presenza dell’ennesima morte bianca che troppo spesso non fa notizia e rispetto alla quale si preferisce percorrere la strada più semplice dell’archiviazione. Per tale ragione, in data 19.05.2021, la moglie, la figlia e i fratelli (M. T. e G.T.) hanno presentato per mezzo dei loro legali di fiducia una corposa e dettagliata opposizione all’archiviazione, in cui contestano punto per punto le conclusioni cui è pervenuta la Procura della Repubblica di Messina con la richiesta di archiviazione ai sensi dell’art. 408 c.p.p., notificata alle persone offese in data 3.5.2021.
In particolare, a parere della difesa dei familiari del Totaro, il sig. A. P. ,

nell’esercizio della sua funzione di D.O.S., sarebbe incappato in un grave errore di valutazione, avendo «ordinato con grave imprudenza, imperizia e negligenza il passaggio del mezzo guidato d Paolo Totaro in una stradella di ampiezza pari a 2,50 mt. non tenendo conto delle effettive dimensioni del mezzo né della sua massa, assumendosi di fatto un rischio elevatissimo rispetto alla verificazione del sinistro mortale».

Sempre a parere dei  legali, «ciò che renderebbe ancora più recriminabili dal punto di vista del rimprovero penale le infauste scelte del D.O.S. è la circostanza che la richiesta di far transitare un mezzo – così imponente sia per larghezza che per messa – in una strada «ricavata in un costone collinare su fondo rurale, senza muri di contenimento o altri manufatti atti a rinforzare il costone stesso, con fitta vegetazione spontanea e senza barriere di protezione, con un grado di rischio troppo elevato per l’incolumità personale e un margine di errore ammissibile troppo basso anche per il più esperto degli autisti, sia stata formalizzata dal sig. A. P. in presenza di un incendio senza rischi per la pubblica incolumità».
Oltre all’imputazione coatta del D.O.S., i legali delle persone offese hanno chiesto al GIP ulteriori approfondimenti di indagine.
Primo fra tutti di verificare se vi sia stato o meno l’espletamento di un adeguato percorso formativo da parte del D.O.S. e in caso di riscontro negativo, il riconoscimento della sussistenza di una responsabilità penale non soltanto di quest’ultimo, ma anche della Regione Siciliana – Assessorato del Territorio e dell’Ambiente – Comando Corpo Forestale nella verificazione dell’evento morte. In secondo luogo, è stato chiesto di effettuare ulteriori indagini per verificare se il mezzo guidato DA Paolo Totaro fosse in buono stato di manutenzione, visto che uno dei colleghi ascoltati dagli organi di P.G. ha rappresentato un malfunzionamento del mezzo rispetto al quale non si è indagato in maniera adeguata ed, infine, l’acquisizione di tabulati telefonici, messaggistica, file multimediali inviati dal cellulare del Totaro, dell’indagato e di tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni di spegnimento dell’incendio, stante la necessità di ricostruire nella maniera più precisa e dettagliata possibile le concitate fasi che hanno immediatamente preceduto la rovinosa caduta nella scarpata del mezzo e che fino a questo momento è stata resa impossibile dall’irreperibilità delle registrazioni della sala operativa della sede provinciale di Messina del Corpo Forestale.
Il fascicolo è stato trasmesso al gip per le determinazioni di competenza e a breve il giudice dovrà decidere se accogliere la richiesta di archiviazione o rinviare a giudizio Amenta. Non è escluso che il gip possa chiedere anche nuove indagini e perizie tecniche.

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.