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Inaugurato lo Sportello Antiviolenza della Cgil

Da sinistra: Cettina Restuccia, Esmeralda Rizzi, Sara Lombardo, Giovanna Crivelli

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Cgil di Messina e l’associazione Evaluna Onlus hanno inaugurato lo Sportello Antiviolenza che è aperto tutti i giovedì dalle 16 alle 18 ed è collegato al 1522, il numero verde della Rete nazionale antiviolenza che attivo  tutti i giorni 24 ore su 24.

“Uno strumento di accoglienza e supporto per le donne vittime violenza che rientra tra le attività che la Cgil mette in campo per la difesa e la tutela dei diritti delle donne”-ha spiegato Esmeralda Rizzi, responsabile delle Politiche di genere della Cgil di Messina.

La presentazione dello Sportello è avvenuta nell’ambito di un incontro sul tema della prevenzione e del contrasto alla violenza sulle donne che si è tenuto nel Saloncino della Camera del Lavoro nell’ambito della mobilitazione nazionale lanciata dalla Cgil con lo slogan “Vive le donne”.

Un confronto a più voci per delineare e provare ad analizzare i come e i perché di un fenomeno che ha sostanziale matrice culturale. Sono intervenute la filosofa Rita Fulco, la rappresentante dell’UDI Catania Giovanna Crivelli che ha spiegato la convenzione No More e l’attività dell’Udi nelle scuole e in politica, la docente di diritto Angela Busacca che ha tracciato l’evoluzione della normativa dal delitto d’onore alla più recente legge sulla violenza alle donne, l’avvocato esperta di casi di violenza Sara Lombardo che lavorerà a supporto dello Sportello antiviolenza e Cettina Restuccia presidente della Evaluna onlus, associazione che da oltre 10 anni si occupa in provincia di Messina di accoglienza e supporto alle donne vittime di violenza e di tratta.

Proprio l’associazione

Evaluna, referente della Rete nazionale contro la violenza legata al numero verde 1522, è partner della Cgil Messina nella gestione dello Sportello Antiviolenza dove l’utenza troverà il supporto di un legale, di un counsellor, di uno psicologo.

Gli studi confermano infatti come lo step più complesso per le donne vittima di violenza sia proprio la denuncia o comunque la ricerca di sostegno anche informale, non collegato necessariamente a procedimenti legali.

Nel 2006 l’Istat approntò per la prima volta una ricerca sul fenomeno della violenza sulle donne dalla quale emersero dati preoccupanti sia in termini numerici che per la conseguente analisi: 10 milioni le donne che dichiararono di avere subito violenza fisica, psicologica o sessuale, nella stragrande maggioranza dei casi da parte di un uomo di famiglia, un congiunto o comunque prossimo sotto il profilo sentimentale. Il 30% dichiarò di non averne mai parlato prima e solo il 18% dichiarò di considerare l’accaduto un reato.

Il 1522, numero verde della Rete Nazionale Antiviolenza, operativo 24 ore su 24 e gratuito, offre un’accoglienza non solo in italiano ma anche in inglese, francese, spagnolo, russo e arabo ed è nato su input del Dipartimento per le Pari Opportunità nel 2006 e ha man mano ampliato funzioni e attività.

Tramite l’approccio telefonico il servizio sostiene l’emersione della domanda di aiuto, consentendo un avvicinamento graduale ai servizi da parte delle vittime con l’assoluta garanzia dell’anonimato e devia le chiamate ai centri antiviolenza territoriali della Rete.

Negli anni le telefonate sono aumentate. Dall’inizio del 2013 ad ottobre, sono state oltre 53 mila, di cui 6.450 nel solo ottobre. Di queste circa il 40% ha poi avuto contatti con i Centri antiviolenza territoriali. Nel 48% dei casi l’autore delle violenze o delle molestie segnalate  il mese scorso al 1522 era il marito, nel 10 % il convivente e nell’11,8% un ex.