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In cassa gli ultimi 5 milioni, ma la raccolta rifiuti si ferma

La seconda tranche degli oltre 18 milioni di euro promessi dai trasferimenti statali è in cassa da venerdì mattina. Si tratta di 5 milioni 705 mila euro con i quali si chiude definitivamente la partita dei trasferimenti statali per il 2012, dopo che nei giorni scorsi sono arrivati i primi 13.

In dettaglio, 9.408.590,86 euro sono i contributi per la perequazione degli squilibri della fiscalità totale, 5.493.365,55 euro sono contributi ordinari, 3.596.681,15 euro sono di contributi consolidati e 206.394,14 euro come contributo per gli investimenti. In tutto, a Messina sono arrivati 18.705.031,70 euro. Somme comunque assolutamente insufficienti per pagare fino a fine anno l’essenziale, a partire dagli stipendi dei dipendenti comunali e delle partecipate.

E’ di questa mattina infatti, la notizia che i lavoratori di Messinambiente hanno deciso di bloccare la raccolta. Dei 3 milioni 100 mila euro che Croce ha dichiarato con un comunicato stampa che sarebbero stati destinati alla partecipata, in realtà ne arriveranno sì e no meno di due e mezzo, come ci ha dichiarato ieri il commissario liquidatore della Messinambiente Armando Di Maria ed il resto sarà trattenuto ancora una volta dall’ATO 3.

Nelle casse della società sono arrivati solo 720 mila euro, assolutamente insufficienti per pagare gli stipendi (settembre e tra un paio di giorni ottobre) i 598 lavoratori. A determinare questa situazione, la lettera che Croce ha inviato alle partecipate, imponendo di saldare prima tutti i debiti relativi ai contributi. Cosa prevista dalla legge, ma che cozza pesantemente contro le necessità di migliaia di famiglie che da mesi aspettano il pagamento dei salari arretrati.

Messinambiente è di nuovo priva del DURC (il Documento Unico di regolarità Contributiva) e senza questo documento non è possibile ricevere alcun pagamento dalle casse pubbliche. Resta quindi da capire come sia stato possibile far affluire a Messinambiente i 350 mila euro utilizzati per saldare gli arretrati del gasolio visto che, come abbiamo scritto proprio il giorno prima che arrivassero queste somme, la partecipata non ha il DURC e per il momento si è solo richiesta una rateizzazione di quanto dovuto.

Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil

“Devono trovare una soluzione -sbotta Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil. Il tempo è scaduto ed i lavoratori devono avere i loro stipendi. gli ostacoli burocratici non possono essere risolti sulle spalle dei dipendenti di Messinambiente”.

E che il momento sia drammatico lo ha confermato Croce questa mattina, intervendo al convegno organizzato dalla Cgil a Palazzo Zanca. Oggi pomeriggio è prevista la conferenza stampa sull’udienza alla Corte dei Conti di venerdì scorso e diversamente da quanto ha dichiarato il Ragioniere Generale Ferdinando Coglitore  al rientro da Palermo, secondo il commissario straordinario “la situazione è grave e la dichiarazione di dissesto incombe”.

Un’ammissione che pesa come un macigno sul futuro della città, dove ad essere senza stipendio da diversi mesi ci sono non soltanto i 598 lavoratori di Messinambiente, ma anche i 540 dell’ATM (per i quali domani è previsto un incontro al palazzo del Governo tra il  prefetto ed il sindacato Orsa), gli 800 delle cooperative dei servizi sociali, gli 80 de “L’Ambiente”, la società che cura il servizio di pulizie in Comune, in Tribunale e al Palacultura.

Per non parlare dei 1.900 dipendenti Palazzo Zanca, che hanno incassato in ritardo lo stipendio di novembre e non hanno alcuna prospettiva di incassare altro prima di febbraio, tredicesima compresa.