Impianto dell’umido a Mili, Germanà: “Fermeremo l’ultima follia di Basile & C.”

Depuratore MiliMarina siciliansMESSINA. La campagna elettorale per le amministrative entra nel vivo. Che si voti tra 6 mesi o a giugno del 2027, scadenza naturale del trio Basile-De Luca-Puccio, i colpi di fioretto (vedi qui) sono diventati sciabolate. Si alzano i toni dello scontro tra il senatore della Lega Nino Germanà e Palazzo Zanca. In ballo questa volta c’è la costruzione dell’impianto di frazionamento dell’umido a Mili Marina e Germanà annuncia ” una mobilitazione totale dei nostri parlamentari nazionali e regionali per impedire l’avvio dei lavori. Non permetteremo questo scempio sulla testa dei messinesi. De Luca e i suoi si fermino finché sono in tempo. Basile e i suoi si fermino e il sindaco non faccia lo yes man di De Luca, dimostrando di avere a cuore la salute dei cittadini di Messina”.

Nonostante le battaglie dei residenti, che sia per problemi di sicurezza che di viabilità dell’impianto  non ne vogliono sapere e per opporsi hanno costituito un Comitato e si sono rivolti al TAR, nei giorni scorsi la Società di Regolamentazione dei Rifiuti e il Comune di Messina hanno notificato l’avvio degli espropri in vista dell’apertura del cantiere. Immediata la reazione della Lega, da sempre in prima linea contro il progetto.

“Una forzatura inaccettabile -commenta il senatore Nino Germanà, responsabile regionale del partito e vicecapogruppo a Palazzo Madama– che calpesta il lavoro della magistratura e ignora la salute dei residenti. Si tratta di un  atto inopinato, irresponsabile e provocatorio. Mentre il TAR di Palermo, all’udienza dello scorso 4 dicembre, si è riservato di emettere la sentenza definitiva sul ricorso del comitato Amo il Mio Paese, il cerchio magico di Cateno De Luca e del sindaco Federico Basile decide di accelerare. Sarebbe stato doveroso e prudente attendere il verdetto dei giudici amministrativi. Invece, assistiamo a una fuga in avanti che denota una totale mancanza di rispetto per le istituzioni giudiziarie e per i cittadini che attendono giustizia”.

Per l’esponente della Lega, l’impianto “che vogliono imporre è un mix esplosivo: una vera bomba ecologica che andrebbe a innestarsi su un depuratore già fuori legge che presenta gravissime criticità. Parliamo di un’opera situata a distanze non regolamentari (meno di 30 metri dal Palazzetto dello Sport e a ridosso di centri abitati) in palese violazione dell’articolo 17 della Legge Regionale 9 del 2010, che impone un limite di 3 chilometri.

Ricordo inoltre – continua il senatore Germanà – che il Comitato Tecnico Scientifico ha già espresso pareri critici e negativi sulla localizzazione, confermando potenziali rischi per la salute pubblica e l’ambiente. Questa forzatura espone l’amministrazione a un rilevantissimo rischio di danno erariale. È stato contrattualizzato un raggruppamento d’imprese e avviata la progettazione esecutiva prima ancora di avere il via libera del TAR e senza aver acquisito i pareri positivi previsti per legge. Se il ricorso sarà accolto, come tutto lascia presagire vista l’illegittimità dell’iter, l’impresa potrà pretendere lucrosi indennizzi a spese dei contribuenti. Inoltre, si rischia di perdere definitivamente i finanziamenti PNRR: ci sarebbe ancora il tempo per individuare un sito idoneo e riconvertire le risorse, ma l’arroganza politica di questa amministrazione preferisce lo scontro. C’è un aspetto che il sindaco Federico Basile sembra ignorare o sottovalutare con estrema spregiudicatezza: anche se il TAR dovesse accogliere eccezioni preliminari di inammissibilità sul primo ricorso, i termini per l’impugnazione risultano ora pienamente riaperti proprio dalla notifica dell’avvio della procedura espropriativa.

Andare avanti a testa bassa – aggiunge Germanà  – mentre pende il giudizio amministrativo e mentre emergono nuove possibilità di ricorso è un atto di pura irresponsabilità gestionale. Siamo di fronte a un progetto figlio della contraddittorietà dei pareri e del disprezzo per le norme tecniche. Nonostante le criticità sollevate dal Comitato Tecnico Scientifico e i palesi rischi di natura igienico-sanitaria derivanti dalla vicinanza a centri abitati, scuole e impianti sportivi, l’amministrazione procede senza remore”.

Poche ore dopo arriva la replica di Basile, che arrampicandosi sugli specchi visto che la sostanza non cambia, precisa che l’opera è stata “progettata e appaltata dalla SRR Messina Città Metropolitana e non dal Comune di Messina. Il progetto di Mili risulta approvato da tutti gli organi preposti in materia ambientale, compresa la VIA, Valutazione di Impatto Ambientale, oltre che dal Dipartimento Acqua e Rifiuti, che sono di competenza regionale, quindi di certo non vicina alla SRR o al Comune di Messina. Anzi, la Regione Siciliana ha cofinanziando l’intervento con circa 5 milioni di euro, considerandolo prioritario ed ambientalmente compatibile.

Il progetto è stato redatto secondo le più avanzate tecnologie di digestione anaerobica della frazione umida con ogni cautela possibile e immaginabile per l’ambiente circostante. Inoltre, non risulta al vero (sic) la critica sulle distanze minime dal centro abitato, perché l’area dove sorgerà l’impianto è già urbanisticamente compatibile con quanto previsto in progetto e quindi non necessita dei 3 chilometri dai centri abitati.

Impianti del genere, inoltre, sono presenti nei centri abitati di città simili a Messina (vedi Salerno, ad esempio) senza che alcuna emissione odorifera (in realtà la forma corretta è odorigena, ndr) sia percepita dalla popolazione. Le procedure espropriative sono atti amministrativi che proseguono normalmente per un iter che ha visto la richiesta di sospensione bocciata dal TAR e quindi al momento nessuno stop si può prefigurare. Questo si doveva per assoluta correttezza di informazione nei confronti dei cittadini che al di là oggi del clima che si vuole creare attorno all’operato della mia amministrazione -prosegue Basile in perfetto stile deluchiano- sanno benissimo che abbiamo sempre agito nella massima trasparenza e correttezza. È evidente che il senatore Germanà e il suo partito abbiano percepito che per loro non tiri una buona aria, se sono arrivati a ricorrere persino a questi espedienti, generando inutili timori tra i cittadini.

Alimentare paure per fini politici è una delle pratiche meno dignitose per chi ricopre un ruolo pubblico. Eppure, leggendo il comunicato del senatore Germanà, si comprende come si sia disposti persino a questo pur di giustificare la propria esistenza politica. Del resto, da chi ha pubblicamente dichiarato che il ponte viene prima degli ospedali non ci si può aspettare altro. Abbiamo già illustrato in Consiglio comunale ogni aspetto di questo progetto, che è tutt’altro che una bomba ecologica. Comprendo, però, che il senatore possa non aver seguito il dibattito o che non gli siano state riferite correttamente tutte le informazioni. Lo sfido dunque a un confronto pubblico“. 

Poi il passaggio, ormai inevitabile, che richiama le sconcertanti dichiarazioni di Basile contro il ponte sullo Stretto del 25 aprile 2024: “Ci spieghi anche come sia accaduto che si sia scoperto improvvisamente difensore, o presunto tale, dell’ambiente. E perché sul ponte sullo Stretto si limiti a slogan preconfezionati, mentre oggi su Mili diventa ambientalista militante. Viene quasi da chiedersi se dietro il suo nervosismo non vi sia piuttosto la pressione di certe lobby che, sul sistema dei rifiuti, hanno costruito per anni le proprie fortune sulle spalle dei sicilianiDomanda legittima, no?”.