Il wi-fi dell’ateneo non funziona, il TAR gli dà ragione: UniMe costretta a fare marcia indietro
MESSINA. Il wi-fi dell’ateneo non funziona e non riesce a iscriversi alla prima tornata degli esami del semestre filtro di Medicina. Gli uffici dell’università lo ignorano e gli chiudono la porta in faccia, ma lui non si dà per vinto: ricorre al TAR di Catania che gli dà ragione e obbliga l’ateneo ad ammetterlo.
Quello della matricola Raffaele Costa è uno dei tanti casi di malauniversità registrati dal nostro giornale ascoltando gli studenti. “Ho frequentato regolarmente le lezioni dall’1 settembre al 31 ottobre -spiega lo studente- ma, quando è arrivato il momento, il wi-fi dell’università non funzionava e non sono riuscito a iscrivermi agli esami.
Ho mandato quattro mail a dirigenti, docenti, tecnici amministrativi e anche alla direzione didattica dell’UniMe, ma non mi hanno neanche degnato di una risposta. A quel punto, mi sono rivolto all’avvocato Giuseppe Saja, che ha presentato un’istanza al Tribunale Amministrativo di Catania per farmi ammettere a una prova di recupero che ho svolto da solo, oltre a quella del 10 dicembre.
Quello che è successo è vergognoso: non solo il mancato funzionamento del sistema wi-fi ma, soprattutto, il fatto che io abbia mandato ben quattro mail senza che nessuno si sia preso il disturbo di rispondermi. Come se i problemi di uno studente non fossero meritevoli di attenzione. Io ho una famiglia alle spalle che mi ha sostenuto e che mi ha supportato, anche economicamente, per il ricorso al TAR, ma chi non è fortunato come me è condannato a subire senza ottenere giustizia?“.
Domanda, questa, che giriamo alla rettrice Giovanna Spatari e ai vertici dell’università di Messina che, come primo obiettivo, dovrebbero avere, il condizionale è d’obbligo, il benessere degli studenti.
