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Il waterfront negato di Torre Bianca, dove le spiagge pubbliche diventano private e i passi carrabili sono abusivi

Il cancello con il passo carrabile privo di autorizzazione

Con l’arrivo della  bella stagione lo stato delle nostre coste e delle nostre spiagge  torna ad essere al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica.

Come se non bastassero l’erosione costiera, la pulizia approssimativa degli arenili , le discariche di spazzatura “terrestre o marina”, arrivano  numerose segnalazioni di cittadini che lamentano la chiusura di ogni accesso alla spiaggia libera. Ad essere penalizzata è soprattutto la zona di Torre Faro.

Il tratto di strada che collega la punta del Faro con il lago piccolo, in contrada Torre Bianca, è notoriamente intasato dalle costruzioni. Villette singole e complessi residenziali sono sorti nel corso degli anni e fino ad oggi fra noti e frequentati locali della movida estiva.

Ognuno con il proprio accesso privato alla spiaggia, sottratto più o  meno abusivamente alla fruizione pubblica.

In questo periodo tante seconde case sono interessate dai classici lavori di stagione, ma nessun operaio ha voglia e tempo di parlare di ciò che succede dall’altra parte della strada.  C’è anche il grosso cantiere di un costruttore molto noto in città, che sta ultimando la costruzione di nuove villette a schiera e, puntualmente, ecco che sparisce l’accesso libero al tratto di spiaggia corrispondente.

Un anziano residente ci porta a vedere l’ultima novità. Accanto ad un conosciuto  disco-bar c’è persino un posto auto vero e proprio ricavato ai margini della spiaggia, con tanto di robusta cancellata di ferro e cartello di passo carrabile, naturalmente privo di numero di matricola, quindi del tutto abusivo.

“E’ qui da un paio di settimane -ci racconta il pensionato. Qui ormai fanno quello che vogliono. Tirano su case e casette e invece di limitarsi al riparo per la barca da pesca si fanno i lidi privati e i garage. Del resto non ci sono controlli. La Guardia di Finanza se n’è andata, come pure la Guardia Costiera. Nemmeno i Carabinieri abbiamo più a Torre Faro”.

La Stazione  più vicina è infatti a Ganzirri. Il maresciallo di turno ci riceve cordialmente, ma non ha nulla da segnalare in merito ad abusi edilizi sulle spiagge. “Sarebbe meglio chiedere agli uffici della Guardia Costiera -precisa- e comunque, se ci fossero indagini in corso la Procura della Repubblica non potrebbe diffondere dati sensibili, almeno fino alla conclusione delle indagini”.

“L’area di Torre Bianca rientra nella zona B della Riserva naturale orientata dei laghi di Ganzirri e Faro -ci spiega Daniele Ialacqua, storico esponente di Legambiente e residente a Faro- l’attività edilizia quindi non è proibita. Tuttavia, la zona adiacente alla spiaggia appartiene al Demanio Marittimo ed è in ogni caso sottoposta alle norme che regolano questo tipo di proprietà pubblica”.

Una rapida ricerca d’archivio conduce però ad una scoperta sorprendente. Secondo il PRG vigente la zona di Torre Bianca è addirittura B4E e quindi edificabile a norma di legge. Questo dato non spiega comunque i cancelli e gli sbarramenti lato mare. “L’origine di quest’anomalia -continua a spiegare Ialacqua- sta negli espropri fatti negli anni ’70, quando fu realizzata l’arteria. La parte di terreno fra il mare e la strada non fu espropriata, creando così questa condizione di terra di nessuno che ha permesso che si arrivasse alla situazione attuale”.

L’esponente ambientalista ricorda che l’accesso alla spiaggia libera dev’essere garantito “almeno ogni cinquanta metri”. Qualche varco a Torre Bianca è rimasto ma, guardacaso, è quasi sempre impraticabile per la sporcizia, i pezzi di reticolato ed altri ostacoli di ogni genere.

Non sarà sotto i riflettori ma è waterfront negato anche questo. Chissà cosa ne pensa l’Autorità portuale. (Foto di Tonino Cafeo)

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