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Il via libera al ponte che non c’è e gli strali di Legambiente

Il via libera del ministero dei Beni Culturali  al progetto definitivo è arrivato alcuni giorni fa. Peccato che il ponte sullo Stretto non si faccia più. Quando si dice il tempismo. In un altro Paese si potrebbe pensare ad una mossa studiata a tavolino. In Italia no, è tutto normale.

Un parere, quello del dicastero dei Beni Culturali, sì vincolante, ma ormai inutile dall’1 marzo scorso, quando l’iter della mega opera è stato stoppato perché è scaduto il termine concesso all’atto aggiuntivo che avrebbe dovuto presentare il contraente generale Eurolink, di cui è capofila l’Impregilo.

L’iter presso il ministero è durato un anno e mezzo, ritiene valida la compatibilità ambientale e paesaggistica del progetto e dà pure un’occhiata alle eventuali connessioni con i beni archeologici.

“Lo stesso ministero dei Beni Culturali che vieta gli impianti eolici ovunque, anche in mare a molti chilometri dalla costa -puntualizza il presidente nazionale di  Legambiente Vittorio Cogliati Dezza- dà parere positivo al progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina. E riesce pure a darlo 10 giorni oltre il blocco definitivo del progetto. È surreale.

È un’opera gigantesca, inutile e dannosa, enormemente impattante, devastante per il paesaggio che ne sarebbe deturpato per molti chilometri e per le caratteristiche geomorfologiche di aree tanto delicate. In un Paese in cui i beni culturali cadono letteralmente a pezzi -conclude Cogliati Dezza- ben altro sarebbe il contributo che ci saremmo aspettati da parte del ministro Ornaghi”.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.