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Il vampiro dello Stretto, capitolo 8

– Come fai a conoscere tutte queste cose, vivendo qui?

– I primi tempi li ho trascorsi ad Amburgo. Per i primi venti anni sono rimasto insieme a mio padre, poi ho preso la mia via.

– Tuo padre?

– Chi ti crea. Chi ti rende un vampiro.

Marina mi passò davanti agli occhi ma la ignorai. Non era il momento. – Capisco. Comunque no, di certo non era pazzo.

– Se non è pazzo ed è più forte di te, come hai fatto a scappare?

– Non lo so. Credevo di essere fregato, ma è stato come se all’improvviso mi avesse perso di vista.

– Come sarebbe?

– Ti dico che non lo so! Eravamo lì, sui colli vicino all’autostrada, avevo pensato di sfuggirgli dentro una nube bassa, ma lui mi ha raggiunto nel momento in cui sono entrato. Era su di me, non poteva mancarmi, eppure lo ha fatto.

– Aspetta. Raccontami con precisione quello che è successo, dall’inizio. – E così feci. Gli raccontai tutto, del primo incontro e di come gli sfuggii, di come mi ritrovò subito e di come gli sfuggii di nuovo, finché non mi riprese sull’autostrada, fino a quando non lo vidi sparire. Lui ascoltò immobile come una statua, mi sembrò che neppure sbattesse le palpebre mentre raccontavo. Alla fine si alzò in piedi e io feci altrettanto. – Sei stato fortunato che fosse un trasformato.

– Che vuol dire?

– Ci sono due tipi di vampiri, i puri e i trasformati: i puri sono quelli come te, che dopo la morte riescono da soli a tornare alla vita. I trasformati sono uomini che vengono dissanguati fin quasi alla morte a cui viene fatto bere il sangue di un vampiro, come è successo a me e a quello di cui parli. I puri sono superiori ai trasformati per molti versi, soprattutto per la loro capacità di controllarsi. I trasformati, specie all’inizio tendono a seguire l’istinto in ogni momento, anche a discapito della propria incolumità o dell’anonimato di tutti noi, di gran lunga più importante. Di conseguenza, portati come sono ad agire, spesso lo fanno come reazione primaria, anche quando è di gran lunga più auspicabile riflettere, prima. Inoltre, ed è stato questo ad aiutarti, i puri resistono per qualche minuto in più al sopraggiungere dell’alba e si risvegliano qualche minuto prima

degli altri al tramonto.

– Se sono così superiore a lui perché non sono riuscito a seminarlo e non mi è neppure passato per la testa di attaccarlo?

– Col passare del tempo le nostre capacità si affinano, le forze aumentano. Si vede che anche se è un trasformato deve avere diversi anni più di te. Avrai intuito istintivamente che ti è superiore. Anche questo fa parte delle capacità di un puro. E poi c’è il Dono.

– Il Dono?

– È una capacità straordinaria che acquisiscono solo i puri e non è mai uguale: c’è chi può volare, chi è capace di non emettere rumore, chi è molto forte, chi molto veloce…cose così.

– Stai descrivendo una cosa degna di supereroi da fumetto.

– Sì lo so, ma la sostanza non cambia.

– Io comunque non ce l’ho, la vista a raggi laser.

– Qualcosa hai di certo, se è vero che sei puro. – Mi sembrò l’ultima di una serie lunghissima di stronzate. Possibile che non avessi mai adoperato questa mia capacità in due anni? Non poteva essere. L’unica alternativa possibile era che avessi adoperato questa capacità senza rendermene conto o senza capire cosa fosse, ma non riuscivo a crederci. Tuttavia, provai ad avanzare qualche ipotesi.

– Riesco ad adoperare i sensi che voglio io quando lo dico io. Solo l’udito, solo la vista…può essere questo?

– No, questo lo facciamo tutti.

– Sono anche molto forte e veloce.

– Ma hai detto che lui era più veloce, dubito che sia questo. Quando ho parlato di forza e velocità non facevo riferimento a standard umani. Un vampiro che tira giù un muro a calci è del tutto normale.

– Ma se io non ce lo avessi, questo Dono? – Ma quasi non mi fece finire la frase che già scuoteva la testa.

– No, io credo che tu sia riuscito a sfuggirli proprio grazie a questo potere. Magari sai renderti invisibile.

L’idea non mi dispiacque, ma fui io a scartarla subito. – Avrebbe potuto fiutarmi, no? E poi in quel nebbione sarei apparso come il negativo di una fotografia.

– Sì, è vero. – Convenne. – Forse lo hai influenzato mentalmente.

– Si può fare?

– Lo fai già con gli umani, no?

– Sì, però…

– Ci sono vampiri che fanno qualcosa del genere anche fra simili. C’è anche chi sa leggere nel pensiero.

– Mi fa sempre di più X-men. (Continua l’11 giugno)

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.