Il V Quartiere: “L’amministrazione comunale latita e sottovaluta il problema”
La nota del V Quartiere dopo l’ultima occupazione abusiva dei giorni scorsi.
“A distanza di oltre un mese dalla prima ondata di occupazioni abusive della palazzina IACP di dodici alloggi a Fondo Basile, nel corso delle ultime ore si sono registrate altre intromissioni da parte di non aventi diritto che, nonostante abbiano trovato le porte di accesso agli appartamenti murate, senza alcuno scrupolo hanno occupato abusivamente gli alloggi.
Questo Consiglio circoscrizionale ritiene che la soluzione definitiva della delicata vicenda debba essere accelerata da tutti gli organi che abbiano competenza in materia, poiché occorre con coraggio e simbolicamente riaffermare la supremazia del diritto, della legge e della legalità, restituendo la dignità calpestata dei legittimi assegnatari che, da persone davvero perbene, fino ad oggi con compostezza e dignità attendono di vedere riconosciuti i propri diritti: si tratta di nuclei familiari che da oltre trent’anni vivono in baracca. A costoro la legge e le istituzioni devono dare una risposta definitiva, nel senso del rispetto dei loro diritti, contro ogni sopruso.
Nonostante i ripetuti solleciti, le sedute di commissione di questa Circoscrizione e quelle di Consiglio indette presso la sede dello IACP con i vertici dell’ente, nel corso di questo mese, ad oggi nulla si è mosso nel senso della soluzione della vicenda.
L’intromissione dei due ulteriori nuclei familiari abusivi presso altri due alloggi della palazzina di Fondo Basile spinge questo Consiglio a interrogarsi sulla reale volontà e capacità dell’Amministrazione di risolvere effettivamente la controversia: al di là delle dichiarazioni di prammatica e degli impegni verbali – esternati addirittura dal Sindaco in un incontro avuto con i legittimi assegnatari della palazzina nel corso degli scorsi giorni, durante il quale si è espresso nel senso di chiudere la vicenda nel corso di questa settimana, cosa che puntualmente non si è verificata, anzi, semmai si è aggravata – ad oggi né il Sindaco, né l’Assessore al Risanamento, Sparso, hanno dimostrato di comprendere la delicatezza, la serietà e la simbolicità della vicenda.
In tal senso, fa specie che nonostante il Prefetto abbia in ben due occasioni sollecitato il Sindaco a relazionare sulla vicenda – l’ultima delle quali, proprio nella giornata odierna – ad oggi il massimo vertice amministrativo della città non abbia prodotto ancora alcun atto.
Questo Consiglio circoscrizionale ha più volte richiesto la convocazione di una seduta straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine e per la sicurezza pubblica per la risoluzione della controversia, ma ad oggi, in mancanza delle relazioni delle istituzioni competenti, segnatamente quella del Sindaco, non può essere convocata: circostanza, questa, che il Consiglio stigmatizza apertamente, ritenendo paradossale che si possa ancora sottovalutare la delicata vicenda, permettendo agli abusivi di continuare nella loro spregiudicata occupazione in spregio ai diritti dei legittimi assegnatari e dando l’impressione alla cittadinanza tutta della impotenza delle istituzioni e della loro trascuratezza in rapporto alla drammatica vicenda.
Il Consiglio circoscrizionale si chiede quali atti abbiano concretamente preso – al di là delle solite affermazioni a parole – nel corso di questo mese e mezzo dall’inizio delle occupazioni abusive il Signor Sindaco Buzzanca ed il Signor Assessore al Risanamento Sparso, essendo queste le due figure istituzionali con le maggiori responsabilità rispetto alla soluzione di questa kafkiana vicenda. Sottovalutare il problema, non agire o dare l’impressione di ulteriore interesse a dilazionare la risoluzione del problema potrebbe ingenerare nell’opinione pubblica la percezione che ampi settori della politica cittadina siano interessati a non risolvere l’annosa questione del risanamento della città, poiché essa è sicura fonte di consenso elettorale, di interessi personali e di fortune politiche.
E’ forse questa la maniera eticamente corretta di fare politica di risanamento a Messina?
Agire fuori dalla legge, calpestando i legittimi diritti di persone che sono in attesa con pazienza e rispetto delle istituzioni e delle leggi di un dignitoso alloggio da oltre trent’anni, deve essere un comportamento che i vertici delle istituzioni devono sanzionare energicamente, affinché non si verifichi mai più che il sopruso e la prepotenza abbiano l’ultima parola sui diritti e sulla dignità della grande maggioranza perbene dei cittadini”.

