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Il Teatro Vittorio Emanuele riapre i battenti con l’Associazione Bellini e un omaggio ad Astor Piazzolla

MESSINA. Sarà anche vero che il tango è “un pensiero triste che si balla”, come sosteneva Enrique Santos Discepolo, ma la forza e la passione che ne permeano ogni nota ne fanno indubbiamente un inno alla vita. E forse non è un caso che per riprendere le fila di una stagione concertistica azzerata dal coronavirus, l’Associazione Vincenzo Bellini abbia ripreso la serie dei proprio concerti proprio con un concerto di tango. Una sorta di recupero della memoria di una storica associazione musicale che diventa memoria di una città che, nonostante tutto, la musica la ama, come dimostrano i cartelloni che anno dopo anno, con grande fatica e tra mille difficoltà, sono offerti al pubblico. E così ieri sera, dopo lunghi mesi, i battenti del Teatro Vittorio Emanuele sono stati riaperti per ospitare il concerto del duo Pietro Roffi (fisarmonica) e Alessandro Stella (pianoforte) in una

serata dedicata all’autore di tanghi più geniale in assoluto, Astor Piazzolla, del quale quest’anno ricorre il centenario della nascita. Dopo un omaggio a Battiato, le note dei brani più famosi del compositore argentino sono scivolate una dietro l’altra. Da Oblivion alle Estacion Porteñas, da Vuelvo al Sur a Chiquilìn de Bachìn fino a Yo soy Marìa e Ave Maria. Tutte magistralmente eseguite da Roffi e Stella, alcune interpretate anche da Maria Mazzotta. Gran finale con il celeberrimo Libertango. Ma di andarsene il pubblico non ne voleva proprio sapere e così il duo ha regalato diversi bis, insieme a tanta emozione e alla consapevolezza che la buona musica è un piacere irrinunciabile. Prossimo appuntamento venerdì 28 maggio, sempre alle 20, con il concerto della pianista Ginevra Costantini Negri, che eseguirà musiche di Rossini.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.