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Il taglio dei cargo ed il massacro delle imprese

Nel massacro generale dei tagli voluti in Sicilia dal ’94 ad oggi dal Gruppo Ferrovie dello Stato, c’è un aspetto che spesso passa sotto silenzio: la riduzione dei treni adibiti al trasporto merci. Per migliaia di aziende messinesi questo ha significato ulteriori difficoltà e costi molto più alti, visto che dal 2007 ad oggi i treni cargo sono stati tagliati del 75 per cento. 

A confermare questo dato diversi imprenditori, che sono stati costretti a subire questa politica in un periodo già sufficientemente complicato per chi si confronta con gli altri mercati. “I danni che derivano da una pessima rete della mobilità non riguardano solo i trasporti delle merci -spiega Alessandro Rizzo, imprenditore edile- ma anche la comunicazione tra colleghi. Tanto per fare un esempio, in Lombardia nel giro di un’ora gli imprenditori si muovono da una provincia all’altra. Da noi invece, quando va bene ce ne vogliono 3 se si deve raggiungere l’altra costa della Sicilia. Per far circolare le nostre merci non possiamo contare su un sistema efficiente e paghiamo un prezzo altissimo anche per quanto riguarda la competitività”.  “Ormai la mia impresa si muove solo su gommato o via nave da Palermo o Gioia Tauro -aggiunge Simona Caratozzolo, responsabile commerciale della Citrus Vita di Giammoro, azienda di trasformazione agrumaria, e presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Messina. Esportiamo molto all’estero ed il nostro mercato di riferimento è soprattutto quello giapponese. Alcuni anni fa abbiamo provato a spedire la nostra merce in Belgio con i treni, ma non ha funzionato: troppo poco agevole e poi non erano convenienti né la quantità dei vagoni disponibili né la frequenza”. “Non avendo altra strada abbiamo scelto soluzioni alternative -racconta Mauro Scurria, direttore generale della Sicilferro Torrenovese di Torrenova. Abbiamo abbandonato il traffico su rotaia e ormai utilizziamo solo quello su gomma e via mare. In ogni caso, il disimpegno di FS in Sicilia non riguarda solo il settore dei cargo ma anche quello dei passeggeri. Tra l’altro, siamo stati penalizzati anche dal punto di vista economico, perché il trasporto ferroviario era molto più conveniente dal punto di vista economico ed era agevole soprattutto per i carichi speciali o per quelli particolarmente ingombranti”. 

“Il Polo Cargo ormai è ridotto a poche unità lavorative con ridotte capacità produttive -puntualizza il segretario generale Uiltrasporti di Messina Silvio Lasagni. Come Uil, proponiamo il progetto “TIR su Treno”, che prevede il potenziamento di treni dedicati ai prodotti manufatturieri, industriali ed agricoli delle aziende siciliane accompagnato da agevolazioni fiscali della Regione, che potrebbe attingere da fondi europei e statali per il settore ecologia e tutela dell’ambiente e dagli introiti dell’ecopass”.