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Il soldato di via Porto Salvo

Scorcio della via Porto Salvo

Tra i tanti misteri di Messina, uno continua a terrorizzare chi vive o di notte si trova a passare dalla via Porto Salvo, vicino al viale Giostra. La premessa doverosa è che anticamente questa zona era considerata extra urbana. Oltre a monasteri e ad ampi spiazzi utilizzati per tornei (da qui il nome “giostra” per il torrente che l’attraversa) e per le fiere, c’era anche un’area destinata alle esecuzioni capitali.

La storia che raccontiamo questa settimana è stata vissuta in prima persona dalla signora Eleonora V, che per molto anni ha abitato in via Porto Salvo. “Poco dopo che ci eravamo trasferiti qui, appena sposati all’inizio degli anni Novanta, tra il serio ed il faceto alcuni vicini ci raccontarono la storia del soldato con la testa mozzata nelle strade della zona, probabilmente giustiziato proprio nei pressi, raccomandandoci di evitare di rientrare troppo tardi. Né io né tantomeno mio marito Franco credemmo a questa storia. Dopo alcuni anni però, quando già l’avevamo dimenticata, ci dovemmo ricredere nostro malgrado. Una sera, era fine marzo credo, rientrammo verso le 3 del mattino dalla festa di compleanno di mia sorella. Dopo aver parcheggiato in una parallela della via Porto Salvo ci dirigemmo verso casa. Ad un certo punto, girato l’angolo, ci trovammo a meno di due metri di distanza da una figura che sembrava un soldato, ma vestito con abiti antichi. Di più non posso dire perché la figura era decapitata e l’uomo portava la propria testa sotto il braccio. Terrorizzata cacciai un urlo ed ebbi un mezzo svenimento. Mi marito cercò di rianimarmi in tutti i modi e quando mi ripresi e lo guardai negli occhi mi resi conto che anche lui aveva visto quell’orribile figura, che nel frattempo era svanita. Senza dire nulla corremmo verso casa. Solo quando entrammo nel nostro appartamento avemmo il coraggio di guardarci negli occhi e di parlarne. Abbiamo vissuto in via Porto Salvo per altri 11 anni e in quel lungo arco di tempo ogni volta che facevamo tardi la sera rientravamo a casa con il terrore di rivedere quell’orrenda visione. Non capitò più ovviamente, ma quando finalmente traslocammo tirai un sospiro di sollievo”.