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Il soldato del Municipio

Pure se lontana dai campi di battaglia più cruenti della Prima e soprattutto della Seconda Guerra Mondiale, anche Messina ha dato il suo tributo a questi conflitti. Una delle numerosissime storie che circolano in città riguarda proprio il fantasma di un soldato che si aggira intorno al Comune. Dall’uniforme stracciata che indossa, nessuno è in grado di dire a quale conflitto abbia partecipato. Quello che è certo è che chiunque lo abbia visto, non lo dimenticherà mai più. Come Luciana G.

“Sarà successo una trentina di anni fa, ma ancora ricordo tutto come se fosse ieri -racconta la signora Luciana. Avevo poco più di 20 anni, era maggio inoltrato e avevo fatto tardi con alcune mie colleghe dell’università. Nessuna di noi aveva voglia di andare a dormire e decidemmo di passare da piazza Municipio, allora si chiamava ancora così, per fermarci per un’ultima chiacchiera sui gradini. Ci sedemmo su quelli davanti, avendo alla nostra destra il monumento ai caduti. Ad un certo punto sentimmo come dei lamenti lontani, che via, via diventavano sempre più forti ed insistenti. L’illuminazione era scarsa e ci guardammo introno per capire chi si stesse lamentando. Poi fui io a vederlo. Era sicuramente un soldato ed era accasciato sui gradini del Comune, davanti all’entrata centrale. Ci consultammo tra di noi con gli occhi e senza dire una parola iniziammo a salire i gradini per raggiungerlo. Quando però arrivammo sulla strada a pochissimi metri da lui, ci lanciò uno sguardo disperato e scomparve letteralmente sotto i nostri occhi. Se fossi stata da sola avrei pensato ad un brutto scherzo della mia mente stanca per il troppo studio, ma quel soldato che si lamentava e che all’improvviso sparì come se non ci fosse mai stato lo vedemmo tutte e quattro. Terrorizzate tornammo a casa, abitavamo allora tutte insieme a poche centinaia di metri, senza dire una parola. La mattina dopo facemmo finta di niente, tanto era il terrore che ancora ci paralizzava. Solo una settimana dopo Mariella, una delle mie colleghe, tornò a casa raccontandoci che una sua compagna di corso le aveva detto che la stessa identica cosa le era successa due anni prima. Mal comune, mezzo gaudio? Forse. Quello che è certo è che da allora di notte da piazza Municipio non ci sono più passata”.