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Il sindacato diviso sull’ATM tra conferenza stampa e assemblea

I lavoratori dell'ATM durante l'ultimo presidio

L’unità di intenti va a farsi benedire anche quando la barca fa acqua da tutte le parti. E così, da una parte c’è l’assemblea dei lavoratori convocata dagli autonomi Orsa, Ugl, Cub  e Faisa, dall’altra la conferenza stampa di Cgil, Cisl e Uil Trasporti.

I primi sfidano il sindaco Renato Accorinti sul suo stesso terreno, quello della partecipazione, i secondi presentano un proprio piano di rilancio. Nel frattempo, si è fermi allo stipendio di agosto.

Cambiamento e discontinuità è quello che i dipendenti si aspettano da Accorinti, che ha promesso di intervenire all’assemblea insieme all’assessore ai Trasporti Gaetano Cacciola.

“Il sindaco faccia tesoro di chi conosce le realtà che per anni hanno portato al progressivo fallimento morale, prima ancora che finanziario, dell’ATM -hanno dichiarato alcuni giorni fa i lavoratori- e dia esempio di coerenza mettendo in atto quella partecipazione dal basso che ha fatto suo motto politico e di vita, incontrando in assemblea aperta i dipendenti dell’Azienda Trasporti e confrontandosi con loro per condividere il malessere di chi da anni non ha la garanzia dello stipendio, ma continua a lavorare per onorare lo spirito del servizio pubblico e dica quali sono i programmi per rilanciare l’azienda”.

Aggiornamento delle 14.10

In assemblea è arrivato solo l’assessore Cacciola, perché il sindaco Accorinti è stato trattenuto dal problema dei profughi del Palanebiolo, anche se ha telefonato sottolineando la propria vicinanza ai lavoratori. Sciabolate tra il segretario generale di Orsa Sicilia Mariano Massaro e l’esponente della Giunta. “”Da questa amministrazione ci aspettavamo molto di più e subito -ha dichiarato senza alcuna concessione alla diplomazia il dirigente sindacale.  Avremmo voluto dei segnali chiari, a partire dalla rivisitazione della pianta organica nei settori strategici per il rilancio dell’azienda, ma non c’è stato nulla di tutto questo. Qui si parla, ma i lavoratori sono fermi allo stipendio di agosto”.

Cacciola ha replicato promettendo che i 4 milioni promessi dall’assessore regionale ai Trasporti Nino Bartolotta e relativi al biennio 2012-2013 saranno spesi tutti per saldare i salari arretrati e che oggi stesso la Giunta darà il via libera al dodicesimo di bilancio di novembre, indispensabile per pagare altre mensilità. Per quanto riguarda poi il Contratto di Servizio tra l’ATM ed il Comune, l’assessore ai Trasporti ha promesso che sarà discusso anche con i sindacati prima di approdare in Consiglio comunale per il via libera definitivo.

A testa bassa anche Michele Barresi, delegato regionale Orsa Trasporti. “Il Bilancio Previsionale 2013 presenta una sostanziale continuità con i precedenti -ha puntualizzato- e palesa a ragion veduta un’azienda dalla progettualità di corto respiro. Temiamo innanzitutto che la mancata chiarezza su debiti e crediti tra ATM e Comune porti all’ennesima bocciatura di bilancio da parte del Consiglio comunale come avviene dal 2004 ad oggi. La riapertura del dialogo e lo sblocco dei primi contributi regionali sono una nota positiva, ma anche l’unica. La conferma dei soliti 17 milioni di contributo comunale anche per il 2013 è in antitesi con ogni possibile formulazione di un contratto di servizio congruo al rilancio dell’azienda e ai bisogni dell’utenza.

Le cifre degli ultimi bilanci descrivono un’azienda incapace di stare su mercato, dove gli introiti da servizi prestati è inferiore al 15% rispetto ai ricavi totali, per lo più ricoperti da contributi pubblici, mentre la legge indica nel 35% l’obiettivo minimo da raggiungere. Occorre investire nell’acquisto di nuovi mezzi e ridurre costi di gestione, spese e consulenze esterne, internalizzare i servizi (specialmente di manutenzione e officine di bus e tram, fare dell’officina dell’ATM l’unico centro per la manutenzione e revisione di tutti i mezzi comunali e delle partecipate.

Appare oggi come un peso il costo del personale, ma la soluzione potrebbe passare per una sua migliore utilizzazione. In tal senso, dal primo giorno abbiamo chiesto al nuovo commissario Manna una fotografia chiara della forza lavoro e di come essa è impiegata. E’ indispensabile dislocare meglio il personale investendo in una rete di vendita più capillare anche a bordo dei mezzi e un maggior controllo dell’evasione su bus e tram, automatizzare e informatizzare controllo e vendita dei posteggi ZTL, rivedere il contratto del parcheggio Cavallotti e del nuovo Zaera e l’utilizzo degli ausiliari della sosta fornendo loro gli strumenti per coadiuvare a pieno titolo il corpo di polizia municipale carente d’organico e dirottare la giusta parte degli introiti dei verbali anche nelle casse dell’ATM.

Tutti interventi che possono essere fatti in meno di cento giorni e

che riuscirebbero a far arrivare alla soglia del 35%  i ricavi da mercato di un’azienda che finirebbe di essere quel carrozzone assistenzialista che la poitica degli ultimi vent’anni ha consegnato alla città”.

Aggiornamento 16.29

E mentre gli autonomi erano riuniti in assemblea, le federazioni dei trasporti dei sindacati confederali hanno presentato le proprie proposte in conferenza stampa, lanciando non pochi strali contro l’amministrazione Accorinti.

“Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti si legge nel documento- avevano prefigurato un percorso per trovare insieme alla nuova amministrazione comunale definitive soluzioni finalizzate al risanamento dell’azienda, alla garanzia del posto di lavoro per i 583 dipendenti oggi in organico ma anche per garantire all’intera città di Messina un servizio di mobiltà urbana efficiente sul quale i cittadini potessero davvero fare affidamento .

Da qui gli incontri con l’assessore alla mobiltà  Cacciola e con il commissario speciale dell’Atm Manna nel  corso dei  quali si era deciso di attivare da subito  un percorso virtuoso per dare seguito a un  radicale  processo di miglioramento ed innovazione che purtroppo, a oggi, ci duole verificare sia rimasto lettera morta.

Ad oggi, tranne piccoli segnali assolutamente insufficienti (i 45 mezzi  quotidianamente in servizio non possono rappresentare la  reale alternativa per il cittadino che vuole servirsi del mezzo pubblico),  nulla o quasi è cambiato.

Dal 1999 il Consiglio comunale di Messina non ha più approvato i bilanci dell’ATM. Negli anni che vanno dal  2000 al 2003 non sono stati né approvati né contestati e dunque “approvati per tacito assenso”, mentre dal 2004, rigettando tutti i bilanci presentati, l’Aula ha di fatto consentito alla Regione di ritardare l’erogazione di quanto dovuto, aggravando il dissesto.

Tutte queste inadempienze  hanno fatto sì che ad oggi non sia possibile  quantificare con esattezza l’entità dei debiti dell’azienda. Di contro però, si ha certezza che il trasferimento di risorse finanziarie da parte del Comune sarà ridotto a 17 milioni di euro annui a fronte dei 21 preventivati (dal nuovo Contratto di Servizio, ndr). Il che, evidentemente, non consente né il pagamento delle spettanze ai lavoratori né l’ordinaria gestione dei mezzi e l’acquisto del carburante.

Pertanto in assenza di proposte concrete da parte dell’azionista, Filt Cgil Fit Cisl e Uiltrasporti avanzano un proprio progetto, capace di coniugare al meglio economicità di gestione, e maggiore produttività per abbattere in maniera significativa i costi. Si parte dalla trasformazione in SpA per come previsto dalle normative vigenti in materia di trasporto pubblico locale urbano. E poi la costituzione di una Bad Company nella quale far confluire la metà dei debiti, l’istituzione di due diversi tipi di biglietto, uno relativo all’utilizzo dei soli mezzi Atm, l’altro integrato con Trenitalia relativamente alla zona sud, facendo sì che il vecchio progetto di metroferrovia, funzionalmente connesso con il servizio delle linee 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10, porti da solo al raddoppio della frequenza degli autobus con il semplice collegamento a pettine e bisognerebbe seguire un’analoga integrazione con il vettore che effettua il collegamento nello stretto tra le due sponde.

E ancora: lotta al portoghesismo, riduzione dei tempi di percorrenza con l’ausilio di semafori intelligenti per il tram e l’istituzione di vere corsie preferenziali per i bus, l’affidamento esclusivo da parte del Comune della distribuzione delle merci all’interno dell’area urbana, della gestione dell’intero iter per la rimozione forzosa con carro attrezzi e del conseguente autoparco all’interno dell’Atm, l’applicazione delle ganasce e della semaforizzazione e segnaletica orizzontale e verticale, la riorganizzazione del servizio di controllo della zona ZTL attraverso l’utilizzo degli ausiliari del traffico anche per elevare le multe senza l’intervento dei vigili urbani, l’attivazione procedure interne attraverso interpellanze per il reperimento di autisti,  e/o interscambio di personale  tra  società del comune e l’ Atm.

Infine, un più efficiente utilizzo della struttura officina per la revisione dei bus, dei veicoli  delle municipalizzate e dei privati, rifornimento del magazzino ricambi considerata la vetustà dei mezzi che hanno un’età media tripla rispetto a quella nazionale e l’internalizzazione di tutte le attività manutentive oggi inspiegabilmente affidate a ditte esterne (Ventura, Esperia) con costi di gestione esorbitanti.

La nostra proposta-concludono i sindacati di categoria- vuole evidenziare come sia possibile incrementare le entrate, abbattere i costi di gestione, aumentare la produttività senza andare ad incidere sugli attuali livelli occupazionali, tutti presupposti necessari per dare finalmente corso a quel risanamento e a quel servizio efficiente da tutti auspicato, ma ad oggi da pochi praticato.

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti ritengono che questa debba essere la strada maestra che la classe politico-amministrativa deve percorrere per consegnare a Messina e ai messinesi un servizio di trasporto pubblico al passo con i tempi e in media con i costi di esercizio delle altre città italiane”.