Il saluto di Messina e della comunità islamica al piccolo Ahmed

Foto per gentile concessione di Enrico Di Giacomo

Forse un intervento tardivo, forse il giubbotto di salvataggio troppo largo per un bimbo così piccolo, ma niente ha potuto evitare il tragico epilogo sotto gli occhi dei genitori. A Messina il piccolo Ahmed è arrivato senza vita. E oggi pomeriggio, a piazza Unione Europea, con una cerimonia funebre la città gli ha detto addio.

Era solo un bimbo di pochi anni Ahmed, quando lo scorso 17 luglio, durante le operazioni di trasbordo sulla petroliera che ha condotto i migranti a Messina, ha chiuso gli occhi per sempre.

Il saluto delle istituzioni al piccolo profugo siriano è stato preceduto da una lettura del Corano con la bara e i convenuti musulmani rivolti verso la Mecca. Poi le parole del sindaco Renato Accorinti, precedute da un lungo silenzio.

“Dire che vi siamo vicini è poca cosa -ha detto il primo cittadino rivolgendosi ai genitori affranti. Questa città vuole vivere in modo nuovo e fraterno con tutti i popoli della terra. Vogliamo affermare il diritto a vivere in pace.

Noi siciliani siamo andati a cercare pane e casa ovunque,

ci sono più siciliani all’estero che in Sicilia. Le regole violente del nostro mondo portano le persone a cambiare casa e a sentirsi in colpa per questo. Sappiate che siete ben accetti. Vi vogliamo molto bene -ha concluso”.

Alle parole di Accorinti sono seguite quelle del presidente della Caritas Diocesana, padre Gaetano Tripodo. “Porto la vicinanza della diocesi e dell’arcivescovo La Piana. Siamo tutti un po’ caini quando succedono queste cose, nessuno escluso. Tutto ciò è la dimostrazione dell’ingordigia dell’uomo, ma le parole si sprecano. In questo momento, conta solo il silenzio”.

Mentre la piazza ha accolto migranti, cittadini, diversi assessori della Giunta comunale e forze dell’ordine, il presidente della comunità islamica di Messina Mohammed Refaat ha colto l’occasione per lodare l’azione dell’amministrazione nella gestione dei migranti. “Le istituzioni hanno egregiamente gestito questa situazione di crisi, senza trascurare l’aspetto umano della vicenda. Per questo un ringraziamento speciale va alla Prefettura, al Comune, alla Chiesa cristiana e alle associazioni di volontariato. Lavoriamo insieme uniti per un futuro e un mondo migliore, in cui i bambini pensino solo a giocare e a vivere felici”.

I genitori di Ahmed, confortati dalle parole dei volontari e dei cittadini accorsi per l’ultimo saluto al loro bimbo, hanno accompagnato il figlio al Cimitero Monumentale di Messina, dove è stata deposta piccola bara bianca.

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