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Il ritorno di George Stobbart

Broken Sword 5 è in produzione. L’annuncio ufficiale, firmato dallo stesso Charles Cecil (il creatore della saga), toglie finalmente il velo al progetto anticipato da mesi di lapidarie dichiarazioni e rumors sempre più rassicuranti.
Broken Sword: The Serpent’s Curse, questo per l’esattezza il titolo della nuova impresa dell’eroico avvocato newyorkese puntualmente invischiato in antiche cospirazioni, si mostra senza ulteriori indugi al grande pubblico. E lo fa tramite una campagna promozionale distante anni luce dai bombardamenti mediatici e dagli sfarzi degli odierni prodotti videoludici.
C’è infatti qualcosa di intimista, genuino e coraggioso nel modo in cui questa avventura grafica old-school decide di affrontare il mercato. Ed è su Kickstarter, il noto portale di raccolta fondi per progetti indipendenti, che Charles e George radunano i loro fan aggiornandoli sullo stato dei lavori (in corso da mesi), invitandoli schiettamente a prender parte alle ostiche battute finali che precedono il lancio del gioco.
Produrre, promuovere ed infine distribuire un’opera d’alto livello senza i capitali (ed i vincoli) di un publisher, oggi non è impresa da poco. Un titolo capace di non scendere a compromessi con esigenze commerciali che ne allarghino il bacino d’utenza, privilegiando piuttosto le aspettative dei veri appassionati, oggi proprio a questi ultimi deve necessariamente chiedere supporto.
E per fortuna di veri appassionati Broken Sword ne ha tanti. Così, con il calore e l’entusiasmo di un gruppo di vecchi amici che si ritrovano dopo decenni, in migliaia sono già accorsi con il loro contributo, raggiungendo solo nel primo giorno di raccolta fondi oltre un terzo del capitale necessario al completamento del progetto.
Del resto quanto mostrato dal fantastico video di presentazione non poteva dare esiti diversi. Questo nuovo Broken Sword, sebbene etichettato dal numero 5, rappresenterà il tanto atteso ritorno alla vera essenza titolo: quella incarnata dai primi due episodi della serie, per intenderci. Un ritorno, in termini tecnici, al sistema di gioco Punta e Clicca e soprattutto al 2D degli splendidi  e compianti fondali disegnati a mano.
Un ritorno alle origini, agli elementi che hanno lasciato il segno in noi giovani avventurieri degli anni Novanta. Un ritorno al passato, per farla breve, comunque capace di sposare il presente in modo calibrato, integrando ad esempio personaggi 3D oculatamente realizzati in cel shading, al fine di non compromettere il look ed il sapore originale dell’avventura.
E di originale, aggiungiamo con piacere, c’è anche il team di sviluppo (buona parte, quantomeno), riassemblato dalla Revolution Software per dar vita a quello che George in “persona” promette essere il miglior Broken Sword di sempre.
In uscita (l’ottimismo a questo punto è lecito) nei primi mesi del 2013, Broken Sword: The Serpent’s Curse sarà disponibile per PC, Mac, dispositivi portatili e, probabilmente, anche per console.