Il pesce d’aprile di Cateno De Luca: dimissioni dei tre deputati ARS di Sud chiama Nord
PALERMO. Un pesce d’aprile? Una provocazione? Vedremo. In ogni caso, dopo una conferenza stampa durante la quale come di consueto ha attaccato tutto l’arco costituzionale, che in linea di massima lo ignora, con uno dei suoi soliti gesti plateali Cateno De Luca ha rassegnato le proprie dimissioni dall’ARS, insieme agli ultimi due fedelissimi rimasti: Pippo Lombardo e Matteo Sciotto.
L’obiettivo è arrivare a 36 dimissioni da altrettanti deputati, così da far cadere il Governo Schifani e obbligare la Sicilia, come ha già fatto con Messina nel 2022 e due mesi fa, a tornare al voto.
“Dimissioni vere, già pronte -sottolinea De Luca- per avviare il percorso che può chiudere anticipatamente questa legislatura“. Peccato che per essere effettive le dimisisoni firmate oggi a favor di telecamera debbano essere depositate, cosa che i tre si sono ben guardati dal fare, e che per mandare a casa l’esecutivo Schifani le stesse debbano essere supportate da altre 33. Una, quella di Ismaele La Vardera, è già stata annunciata e, ovviamente, non depositata. Per le altre 32 si dovrà aspettare, anche se in molti dubitano che arriveranno.
In questo caso, le dimissioni di oggi saranno archiviate e si dovrà aspettare la scadenza naturale del 2027, intascando nel frattempo (De Luca, Lombardo, Sciotto e La Vardera compresi) altri 300.000 euro lordi tra emolumenti e rimborsi per portaborse e simili per i successivi 17 mesi di lavoro

