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Il peggior Natale della mia vita

Il peggior Natale della mia vita

Paese: Italia

Genere: commedia

Durata: 93 minuti

Regia: Alessandro Genovesi

Prende il via già a un mese dall’antivigilia di Natale la serie dei cinepanettoni, genere cinematografico tutto italiano cui di solito basta mescolare nel calderone un’infornata di grossi attori insieme ad uno straccio di storia per poi vedere che succede.

Giorgio, con la moglie e la figlia Margherita sono invitati a passare le vacanze nel castello di Alberto. Paolo, marito di Margherita lì raggiungerà là. Alberto è scampato ad una grave malattia e quel castello, recentemente acquistato, è il simbolo della sua felicità per il ritorno alla vita, che vuole godersi a pieno. Proprio per questo sta pensando di lasciare a Giorgio il comando dell’azienda.

Tutto questo già basterebbe a Giorgio per stare teso come una corda di violino, ma a ciò si aggiunge il fatto che Margherita, sul punto di partorire, vuole a tutti i costi farlo in acqua ed ha obbligato Paolo, maldestro al punto che sembra avere due piedi sinistri, a portare una piscina portatile. Come se non bastasse, i rapporti tra Margherita figlia di Giorgio e Benedetta figlia di Alberto (anche lei incinta), benché si

conoscano da molto tempo non sono buoni e il povero Paolo, in tutta quella baraonda, non riesce a non combinare un disastro dietro l’altro…

Davvero poca, poca roba. Ma d’altra parte il genere cui appartiene questo film, seguito de “La peggiore settimana della mia vita”, non ha mai avuto bisogno di qualcosa da mostrare. Commedia degli equivoci poco riuscita, inframezzata da alcune trovate divertenti e situazioni che non hanno altro scopo se non quello di fornire l’assist a navigati comici quali Abatantuono e De Luigi per strappare qualche risata e un residuo di attenzione agli spettatori, salvando così il film.

Di questi tempi sarebbe sciocco rinunciare a produrre qualcosa che si sa già che avrà comunque un buon successo, avendone la possibilità. Quando le cose vanno male, per i comici vanno bene si suol dire, ed è assolutamente vero, una delle leggi dello spettacolo che film come questo dimostrano appieno. Perché andare a vedere qualcosa di troppo impegnativo, quando le cose vanno già male e si fa fatica a pagare quella bolletta, chiudere il mutuo o anche solo arrivare alla fine del mese? Non c’è proprio nulla da biasimare a chi decide di passare una serata di umorismo facile e leggero, quando poi si sa che a casa tornerà a trovare la solita realtà. Consigliato ai figli della crisi.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.