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Il Movimento per il Diritto alla Casa occupa una ex scuola

Foto Tonino Cafeo

Nasce a Messina il Movimento per il Diritto alla Casa. A costituirlo l’Unione Inquilini Messina con le famiglie di sfrattati, il sindacato CUB, Rifondazione comunista e Teatro Pinelli Occupato, che come primo atto stamane hanno occupato la Pietro Donato, scuola elementare di Paradiso chiusa da anni.

“La rabbia, l’esasperazione, nonché un profondo sentimento di riscossa di tre famiglie di sfrattati e dei loro numerosi bimbi ci hanno condotto tutti verso questa scelta obbligata -spiegano i portavoce del movimento.

L’Amministrazione Comunale che inizialmente si era resa disponibile a una sistemazione d’emergenza e soprattutto in tempi brevi, ha disatteso gli impegni assunti mostrando indecisione e irrisolutezza attraverso snervanti rinvii e temporeggiamenti.

Se non avessimo utilizzato lo strumento dell’occupazione le famiglie avrebbero passato il Natale in mezzo ad una strada. Tuttavia riteniamo auspicabili ulteriori confronti con questa Giunta (alla quale va riconosciuta di essersi resa disponibile per un blocco degli sfratti generalizzato) con la quale ribadire le nostre proposte per fronteggiare la crisi abitativa non più attraverso misure emergenziali, ma attraverso un Piano Casa che affronti alla radice i problemi storici di questa città”.

La crisi economica si è inevitabilmente ripercossa sulle categorie sociali più deboli (disoccupati, lavoratori sottopagati, precari, giovani coppie, disabili, pensionati e immigrati) che non

trovano risposte negli enti locali competenti. La disponibilità della Giunta Accorinti a occuparsi della questione non si è concretizzata in atti immediati e reali, ma per chi è stato sfrattato o per chi ha già un’ingiunzione in mano, la situazione diventa sempre più difficle da gestire.

Un momento dell'occupazione iniziata stamane

“Per questo -spiegano i portavoce del movimento- non possiamo esitare e attendere soluzioni dall’alto che troppo spesso sono inghiottite da pastoie burocratiche, mala gestione ed incompetenza gestionale.

Riteniamo che questa prima occupazione per il diritto all’abitare sia un passo fondamentale per intraprendere un percorso di mobilitazioni cittadine da cui scaturiscano nuove politiche abitative che mettano al centro il bisogno primario della casa come diritto inalienabile e non più considerato come un servizio sociale o, peggio, come oggetto di scambio.

Intendiamo intraprendere anche un percorso che permetta di riprendere il patrimonio comunale esistente attraverso pratiche di autorecupero, perché non possiamo pensare di appesantire questa città con altre colate di cemento, fonte di profitto per pochi, e soprattutto per bloccare la tendenza nazionale alla svendita dei patrimoni pubblici, che invece rappresentano indubbiamente una fonte di ricchezza per tutta la comunità”.

Intanto per la sera del 25 dicembre è già stata organizzata la prima cena autogestita alla “Casa Paradiso Occupata”. Per chi vuole partecipare l’appuntamento è alle 21.