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Il monaco dei cimiteri

Scorcio di un cimitero dei villaggi della zona nord

I contadini “massoti”, quelli cioè che vivevano alle quattro Masse vicino ai colli Sarrizzo, sui Peloritani, neanche volevano parlarne e l’ammonimento più frequente che davano ai propri figli che scorazzavano per le campagne, era proprio quello di non passare vicino al cimitero dopo il calar del sole. 

Ma cos’era che preoccupava e turbava le menti e gli animi degli abitanti delle Masse ? Da quanto si racconta, era una presenza oscura, un vecchio religioso che avvolto in un saio scuro si erigeva a protettore dei defunti, visto che anche nei tempi passati c’era l’usanza di andare per cimiteri e derubare i morti. I metodi che utilizzava per proteggere i defunti erano

davvero molteplici.   

Si faceva sentire con un improvviso cigolio del grande cancello con un dondolio di lanterne anche quando non tirava una bava di vento e si dice che chi ha avuto la sfortuna di intravederne il manto e la figura attraversare le file dei cipressi nei pressi dell’ingresso dei cimiteri delle Masse sia rimasto senza parlare per qualche giorno, totalmente ammutolito dal terrore.

Anche gli animali, molto più sensibili degli esseri umani rispetto alle presenze soprannaturali, istintivamente non transitavano davanti ai cimiteri dopo un certo orario. Questo, perché a quanrto si raccontava “u monucu” non risparmiava nessuno. 

Oggi sono in pochi a ricordare questa leggenda paesana, anche perché i villaggi della zona sono sempre meno abitati. Ma monaci o non monaci, quello che è certo è che a nessuno farebbe piacere passare la notte con i cipressi di un cimitero come cornice ed in attesa delle visite della misteriosa figura del monaco.