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Il Messina annienta la Reggina, il derby è ancora giallorosso

Termina 4 – 1 al San Filippo il derby dello Stretto tra Messina e Reggina. Bortoli, Orlando, Corona e Ciciretti annichiliscono una Reggina sempre più in crisi, con Insigne che può solo alleviare la pesante punizione inflitta dai giallorossi.

È stata definita la partita dell’anno da entrambe le squadre. Messina e Reggina: uno Stretto di distanza ed una rivalità lunga una vita. A settembre, nel derby d’andata, i peloritani s’imposero con un gol d’autore dell’Orlando furioso.

Oggi si torna al San Filippo, dopo otto anni dall’ultima volta, quando la Serie A era ancora la vetrina di questo spettacolo. Sono più di 7.000 i presenti nell’impianto siciliano, 700 dei quali giunti in riva allo Stretto con due traghetti speciali da Reggio.

Gli uomini di Grassadonia sono reduci dal pareggio di Aprilia contro la Lupa Roma, la Reggina dallo stesso risultato, maturato però al Granillo contro la Paganese.

I padroni di casa, spinti da una Curva Sud gremita come non mai in questo torneo, spingono subito il piede sull’acceleratore. Izzillo, dal limite dell’area, tenta il colpo a giro, ma la palla termina di poco a lato (1′).

Se il Messina attacca palla a terra, la Reggina risponde in contropiede con la velocità sulle ali di Insigne Jr e Louzada. Ed è proprio il talentino napoletano a spaventare i giallorossi, costretti a rifugiarsi in angolo col tempestivo salvataggio di Altobello (13′).

Devono trascorrere dieci minuti per i primi veri interventi del match ad opera di Iuliano, prima, e Belardi, poi. Ancora Insigne tenta il colpo da fuori, parato agevolmente dall’estremo difensore giallorosso. Poi è Izzillo, il più vivace a centrocampo, ad impensierire il portiere amaranto con un tiro dai venti metri (23′ e 26′).

La manovra dei peloritani è lenta e compassata: la Reggina prova ad approfittarne. Bortoli perde palla in area, Insigne si incunea e per un soffio non trova un splendido gol con un tiro a giro sul palo più lontano. Troppa sufficienza tra i padroni di casa (37′).

Padroni di casa che sul ribaltamento di fronte trovano però il gol inaspettato. Cane la mette dentro per Ciciretti, tocco sotto del talento romano per Bortoli, libero di bucare Belardi sotto le gambe. È il delirio sugli spalti del San Filippo, anche se resta qualche dubbio sulla posizione del centrocampista di Grassadonia (39′).

Comincia il secondo tempo ed arriva immediato il raddoppio messinese. Corner di Ciciretti, testa di Bortoli e tap in vincente di Orlando, che bissa il gol dell’andata. (2′).

Gli ingressi di Viola e Gallozzi tra le fila amaranto non cambiano l’inerzia del match, con il Messina che trova addirittura il terzo gol. Damonte lancia in profondità capitan Corona, che tiene botta ai centrali reggini e supera Belardi con un colpo di biliardo (19′).image

Un minuto dopo, azione fotocopia dei giallorossi, con Izzillo che stavolta viene fermato solo dal palo. Le squadre ormai lunghe favoriscono lo spettacolo, dentro e fuori dal campo.

La Reggina prova a non mollare con Insigne e capitan Armellino, ma in entrambe le occasioni salva Iuliano, prima che Ciciretti spinga sempre più gli amaranto verso la serie D. Il giovane romano parte da destra, si accentra, dribbla tutta la difesa ospite e cala il poker per un gol che nella memoria dei tifosi messinesi non può non ricordare quello messo a segno da Buonocore contro il Palermo più di un decennio fa (32′).

Il gol della bandiera arriva a cinque minuti dal termine del match, con Insigne che trasforma uno splendido piazzato sotto l’incrocio, alleviando parzialmente la batosta subita dai calabresi (40′).

È una vittoria fondamentale in casa Messina per ritrovare consapevolezza nei propri mezzi e per allontanarsi il prima possibile dalla zona play out. È invece notte fonda in casa Reggina, ultima in classifica e con una salvezza che sembra irraggiungibile.