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Il Megafono: gli strani attacchi quotidiani a Crocetta

Il presidente della Regione Rosario Crocetta

“Di recente, a Messina, sembra essere invalsa l’abitudine di esercitarsi in una serie di attacchi mediatici nei confronti del presidente Crocetta -dichiarano in una nota i coordinatori provinciali del movimento Il Megafono di Messina Massimo Finocchiaro e Giuseppe La Face. Alcune vicende tutte cittadine, recenti passi falsi dei rappresentanti delle istituzioni cittadine, sono quasi addebitate ad azioni e presunte omissioni del presidente della Regione.

L’ultima, in ordine di tempo, è la vicenda che ha visto rappresentata la contrapposizione tra Messina e Crocetta, in merito alle nomine degli organi di governo del Teatro Vittorio Emanuele.

Dopo mesi di attese, di rinvii ed elaborazioni teoriche sul futuro del Teatro cittadino, pur nelle consapevoli difficoltà di reperire risorse economiche pubbliche, Comune e Provincia, quasi improvvisamente, hanno proceduto alle designazioni dei componenti di loro competenza del CdA.

Convocate le conferenze stampa di rito, viene tragicamente fuori che la Regione, per mano dell’Assessore Stancheris, già da una settimana prima delle designazioni, aveva nominato un commissario ad acta. E subito giu’ fiumi di inchiostro e polemiche contro il presidente colonizzatore, che vuole il male per la già martoriata Messina.

Un piccolo e non trascurabile dettaglio: la Regione siciliana, avendo ormai come riferimento la legge sulla spending review di montiana memoria, non può(più) insediare CdA in numero superiore a tre componenti. Il CdA del Teatro VE di Messina a statuto vigente (non più a norma) ne prevede ben sette. E comunque tutto questo era stato detto da Crocetta più volte, anche pubblicamente.

C’era tutta questa necessità di montare il caso? Di colpevolizzare oltremodo il presidente tiranno? Riteniamo serenamente di no. Anzi si sarebbe dovuto chiedere al sindaco rivoluzionario come mai avesse scelto la strada dello spreco.

I danneggiati ? In primo luogo i lavoratori del Teatro, poi proprio le personalità designate, tutte di assoluto valore, espressione di competenze specifiche, portatrici di espressioni e valori culturali eterogenei ed unanimemente apprezzati non solo in città.  Infine, ma non per ultimi, Messina e i messinesi.

Apprezzabile, invece è la linea tenuta da Crocetta sull’argomento, il suo profilo basso. Avrebbe potuto attaccare a testa bassa, come sa fare bene, con gli argomenti tutti suoi: il risparmio della spesa, il sistema che alimenta clientela, il rispetto della legge, tutti argomenti che avrebbero messo a nudo l’inopportunità della vicenda, la improvvida, intempestiva ed avventata accelerazione del sindaco e del commissario della Provincia. Ma non lo ha fatto.

Si ragioni insieme alla Regione su come adeguare al più presto, lo Statuto dell’Ente, per poter insediare l’organo di governo legittimo, ma senza sotterfugi o fughe in avanti e si ridia dignità ad una istituzione cittadina da mesi paralizzata e con futuro incerto.

Ma gli argomenti sono anche altri. Sul caso dei cantieri di servizio finanziati dalla Regione con fondi europei e per i quali il presidente Crocetta già mesi fa in occasione della Giunta di Governo congiunta con quella cittadina proprio qui a Messina aveva “pregato” l’intera amministrazione di affrettarsi a presentare i progetti, ma senza aver mai avuto risposta.

Anche a questo proposito, abbiamo dovuto assistere ad un’altro balletto di dichiarazioni tipo… “i fondi dei cantieri sono bloccati perché sotto la lente d’ingrandimento della Comunità Europea”, quando invece, a poche ore dalla stessa dichiarazione, vedevamo pubblicata la lista dei comuni beneficiari con le relative somme appostate in base al numero di cittadini.

Nel caso specifico, per decenza, non commentiamo. Sul caso TARES, voluta a tutti costi dall’amministrazione per rendere un servizio inverosimilmente inefficiente sempre più costoso, prendiamo atto con favore che molti consiglieri comunali con grande senso di responsabilità stanno tentando di correre ai ripari e ritrattare l’argomento per  ulteriori approfondimenti, mentre l’amministrazione continua nella sua approssimazione, brancolando sempre più nel buio. La manifestazione tenutasi domenica 12 gennaio in piazza Municipio, comunque, risponde a tutto e a tutti.

I consiglieri comunali del Megafono, pur essendo stati gli unici (insieme a Nina Lo Presti di Cambiamo Messina dal basso, ndr) a non votare la delibera sulla TARES, in quanto ritenevano opportuno in questo momento di difficoltà non aggravare ancor di più i costi delle famiglie e quindi rimanere in regime di TARSU, hanno mantenuto una posizione esemplare, non hanno cavalcato nessuna onda emozionale e hanno provato fino all’ultimo, insieme a molti altri colleghi consiglieri, a far ragionare l’amministrazione e trovare insieme una soluzione che andasse incontro alle fasce deboli della popolazione. Hanno inoltre manifestato ulteriori loro perplessità evidenziando le potenziali problematiche che l’amministrazione avrebbe potuto avere senza un’analisi preventiva dell’anagrafe catastale e tributaria che è proprio quello che oggi si sta verificando con la consegna di cartelle “pazze” a nome di defunti, casi di omonimia, errori grossolani nel conteggio dei metri quadri e dei nuclei familiari e altro.

Non possiamo inoltre non segnalare l’incredibile campagna mediatica, colorita anche da molteplici dichiarazioni al veleno, che si è fatta sul caso dell’Ingegnere Capo del Genio Civile di Messina Gaetano Sciacca, dove il presidente Crocetta, per aver parlato di rotazione in un quadro complessivo di movimenti sul piano regionale delle figure apicali degli Uffici del Genio Civile, è stato addirittura additato come “amico dei palazzinari”.

Su argomenti e problematiche urbanistiche che riguardano la città, il suo piano regolatore e il rispetto delle leggi, ognuno deve operare nell’ambito delle competenze attribuite dalla legge. Al Consiglio comunale il compito di approvare gli strumenti urbanistici e al Genio Civile quello di far rispettare le leggi in materia di prevenzione del rischio sismico e di quello idrogeologico. Dove per gli uni e per gli altri non valgano linee degli uffici, come dichiarato dall’ingegner Sciacca alla stampa in questi giorni a proposito del grattacielo di Largo Avignone, ma soltanto norme di legge e strumenti di pianificazione urbanistica.

Ci asteniamo, ancora, sui casi migranti, mercatini di Natale, isola pedonale, flotta comunale, ecopass, attraversamento dei Tir in città, dimissioni del Comandante della Polizia Municipale, reintegro del dirigente Ruggeri, area metropolitana, Atm,  Ato e Messinambiente, ….. ma sicuramente anche qui la colpa sarà di Crocetta”.