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Il no a “Girlfriend in a coma”, una figuraccia tutta italiana

La locandina del documentario

Complice la campagna elettorale, a Roma scoppia una nuova polemica. Teatro: la Fondazione Maxxi, Museo nazionale di arte contemporanea delle capitale. Motivazione: il documentario Girlfriend in a Coma, tratto dal libro Good Italy, Bad Italy realizzato da Bill Emmott, ex direttore dell’Economist, e dalla giornalista e regista Annalisa Piras, che racconta lo stato dell’Italia da un punto di vista politico, economico e sociale.

Il 13 febbraio era prevista la proiezione della prima, ma è stata annullata a causa della prossimità delle elezioni. Si legge nel comunicato ufficiale del Museo «un’istituzione pubblica nazionale vigilata dal ministero dei Beni culturali, secondo un prassi consolidata e già attuata in altre occasioni, in campagna elettorale non può ospitare manifestazioni che, seppur promosse da soggetti esterni, a qualunque titolo potrebbe essere connotate da valenza politica».

La polemica è dilagata velocemente via twitter dopo il primo input dello stesso Emmott che ha cinguettato “INCREDIBLE! MAXXI Rome, on Culture Ministry orders, has revoked Girlfriend in a Coma’s Feb 13 Italy premiere booking. CENSORSHIP. STUPIDITY”. Il tweet è stato rilanciato ben 349 volte e da li è partito il dibattito #girlfriendinacoma.

Il no alla proiezione è arrivato da Giovanna Melandri, presidente del MAXXI nonché ex ministro per i Beni e le Attività culturali dal ’98 al 2001. Il comunicato iniziale sembrava far ricadere la responsabilità della decisione anche sul ministero dei Beni Culturali che ha però smentito formalmente chiarendo di

non aver dato disposizioni in merito.

La contesa è stata chiusa dalla Melandri stessa, che si è assunta la responsabilità della decisione affermando: “Mi dispiace per Emmott e per le proteste, ma non cambio idea. Ho detto no all’anteprima di Girlfriend in a coma il 13 febbraio perché sono convinta che sia mio dovere tenere fuori la campagna elettorale dal Maxxi, che è un museo pubblico, finanziato dai contribuenti”.

Una prassi consolidata, che per molti si è tradotta in una censura preventiva. Al MAXXI stanno già arrivando molte mail di protesta. Il mondo della rete ha reagito con indignazione, gridando allo scandalo. Si tratta di censura? E in nome di quale politica è possibile accettarlo? Sono questi gli interrogativi che si sono susseguiti tra un tweet e l’altro. L’Associazione Articolo 21 ha lanciato una petizione per la riprogrammazione della pellicola.

Sintetico il commento dello stesso Emmot: “Mi basavo sui fatti. E nel film racconto il declino morale, politico ed economico dell’Italia negli ultimi venti anni. La mia è un’opera indipendente. Sono innamorato dell’Italia, esasperato da un Paese in coma ma non senza speranza. Se al Maxxi non ci vogliono andremo altrove”.

Mentre ci si chiede se la campagna elettorale possa anche lasciare spazio ad altro, qualche dettaglio in più su Girlfriend in a Coma con la consapevolezza che mai lancio ebbe maggior successo.

Il documentario racconta il declino politico, economico e sociale del’Italia negli ultimi vent’anni.  Corruzione, compressione della libertà di stampa, degrado della classe dirigente. Un’indagine sul male oscuro dell’Italia condotta anche grazie alle riflessioni di personalità eccellenti. Ecco il trailer

Valentina Guerrera

Siciliana trapiantata a Roma da un po’ di anni. Si occupa di comunicazione, in particolare ufficio stampa e digital pr, in ambito istituzionale e politico. La passione per la sua terra e per il buon cibo l'ha portata a creare, in società, "Agromobile - La mappa del gusto", un portale per scoprire la Sicilia attraverso le sue eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche. Divoratrice di libri, instancabile praticante di yoga e viaggiatrice quanto più possibile. Per Sicilians segue da Roma i politici locali.