Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Il Gingko Biloba, albero dalle mille virtù

Il dottor Giuseppe Di Prima

Definito il Gingko di Hiroshima o fossile vivente, il Gingko Biloba è un albero straordinario. Un esemplare ultracentenario cresceva vicino all’epicentro dell’esplosione atomica del 1945 e il suo tronco fu completamente carbonizzato.

La pianta però sopravvisse e rimise dei getti laterali dai quali originò un esemplare ancora vivente, che diventò il simbolo della rinascita della città.

Il Gingko Biloba è l’unico superstite di un gruppo di gimnosperme di origini straordinariamente antiche, estintosi oltre 200 milioni di anni fa. E’ un albero che può arrivare a 40 metri di altezza, con un tronco di due metri di diametro.

Per la bellezza del portamento, la resistenza a tutti gli attacchi di parassiti o condizioni ambientali avverse e la straordinaria longevità, il Gingko Biloba era considerato sacro nella cultura orientale. Ancora oggi nei Paesi asiatici i più antichi esemplari, di età tra gli 800 e i 1.500 anni, rappresentano oggetto di culto e venerazione da parte della popolazione.

La caratteristica nervatura a ventaglio delle foglie bilobate, tra loro parallele, è unica e rappresenta il passaggio evoluzionistico tra agrifoglie e latifoglie. Il primo utilizzo medicinale risale al 2.800 a.C. al tempo dell’imperatore Shen-Nung, considerato il padre della medicina cinese e autore del trattato di

medicina Pen Ts’ao, nel quale erano descritte 365 droghe, tra cui il Gingko.

Nell’arco degli ultimi vent’anni le azioni biologiche del Ginkgo sono state oggetto di studi approfonditi e dettagliati, che hanno confermato le numerose attività di questa pianta che la rendono unica ed insostituibile nel panorama delle piante medicinali. La complessa natura chimica dei suoi componenti terpenici che costituiscono i principi attivi non è il caso, in questa breve relazione, di trattarli.

L’azione più importante è l’inibizione selettiva del PAF (Platelet Aggregating Factor, cioè fattore di aggregazione piastrinica), consentendo, con l’aumento della fluidità ematica, una migliore perfusione e ossigenazione dei differenti tessuti ed organi.

Tale effetto è particolarmente e immediatamente evidente a livello degli organi più sensibili, come per esempio il cervello. L’efficacia del fitocomplesso nel migliorare la circolazione, in particolare la microcircolazione (a livello dei capillari), è documentata da una vasta letteratura. I flavonoidi del Ginkgo sono inoltre particolarmente efficaci contro i radicali liberi, ritenuti responsabili dell’insorgenza di molte malattie e dell’invecchiamento precoce di tutti gli organi, limitando il danno ossidativo da questi prodotto. Altra prerogativa è l’attività antinfiammatoria, inibendo la liberazione di enzimi lisosomiali e di mediatori della flogosi da parte dei neutrofili.

Le azioni dei componenti del fitocomplesso conferiscono al Ginkgo Biloba caratteristiche di unicità: poche altre piante medicinali possono infatti contare su un ventaglio così ampio di attività e potenzialità, tutte confermate da recenti studi farmacologici e clinici.