Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Il futuro degli enti locali, Crocè: la politica deve dare risposte

Spending review, pericolo dissesto, stabilizzazione dei precari, tagli ai contributi. Gli enti locali faticano sempre di più a fare fronte all’erogazione dei servizi essenziali, con conseguenze drammatiche sulla qualità della vita dei cittadini e sul livello pccupazione di migliaia di dipendenti in attesa di stabilizzazione.

A discutere delle risposte della politica rispetto allo stato di crisi economico-finanziaria che si è abbattuta su Comuni e Province, amministratori e politici di alcune amministrazioni locali del messinese all’interno del convegno organizzato dalla FP Cgil di Messina “Quale futuro per gli enti locali?”

A moderare l’incontro Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil, che ha focalizzato il dibattito sulle risposte che la politica ineludibilmente deve alla cittadinanza ed alle soluzioni necessarie affinché non sia il precariato a pagare per le colpe di cattive amministrazioni.

Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina, è intervenuto nel corso del dibattito, commentando come lo Stato abbia operato profonde restrizioni dei fondi destinati ai servizi pubblici e la consegente diminuzione dell’intervento nei servizi fondamentali. Ma quel che più ha inteso sottolineare il segretario cittadino della Cgil è la responsabilità dei gruppi dirigenti amministrativi in vicende come quella di Messina, oggi Comune a rischio dissesto. “Prendiamo ad esempio la relazione della Corte dei Conti -ha puntualizzato Oceano- dove in maniera evidente la magistratura contabile scrive che tutte una serie di “poste” non sono state rese leggibili negli atti. Oppure la capacità di incassare i

tributi locali. Se il Comune incassa lo 0,24% vuole dire che non incassa nulla. Quindi ha fatto bene Croce a sostituire il dirigente del settore tributi”. Altrettanto grave per Oceano “che il sindacato sia costretto ad evidenZiare che il Ragioniere Generale Ferdinando Coglitore non possa far parte dell’operazione trasparenza voluta dal commissario Croce sui conti di Palazzo Zanca, in quanto implicato nella gestione della cosa pubblica. Ma ci sono altri dirigenti che a vario titolo restano ancora ai propri posti sebbene responsabili, in tutto o in parte, di scelte sbagliate e di cattiva amministrazione”.

Tempi bui anche per il Comune di Milazzo. La Corte dei Conti ha dichiarato l’inammissibilità della procedura di riequilibrio finanziario proposta dall’ente, profilando all’orizzonte un dissesto senza speranza di salvezza. E’ l’assessore al Lavoro Pippo Midili a prendere la parola, commentando la possibilità del dissesto come la meno disonorevole rispetto alla prospettiva di gravare sulla cittadinanza non erogando stipendi e servizi.

Ma il sindacato non resta a guardare e si è fatto promotore di una serie di esposti, già presentati nelle scorse settimane, come confermato da Clara Crocè, alla magistratura affinché “la Procura indaghi su fatti specifici”, segnalati dal sindacato, mirati ad accertare le responsabilità in capo ai dirigenti rispetto al default economico finanziario.

Sono intervenuti anche gli amministratori di Barcellona e di Castell’Umberto che hanno riferito le esperienze positive e negative di piccole realtà comunali che si sono prefisse come obiettivo, sebbene con sacrifici e scelte difficili, di salvaguardare la posizione di precari e contrattisti mirando attraverso politiche di risparmio e di re-impiego ed alla stabilizzazione di questo esercito dal volto umano di lavoratori precari.