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Il domani che verrà

Il domani che verrà 

Paese: Australia

Genere: Azione

Durata: 100 minuti

Regia: Stuart Bettie

Stuart Bettie, sceneggiatore della popolare serie “Pirati dei Caraibi” firma la regia di questo film tratto dal primo dei sette libri della serie “Tomorrow” del popolare e premiatissimo John Marsden.

Un gruppo di ragazzi decide di prendersi un fine settimana di vacanza per andare a campeggiare in una zona poco conosciuta della campagna australiana vicino alla loro piccola città.

Nonostante il luogo goda del sinistro nome di Inferno, i ragazzi scoprono un vero e proprio paradiso, dove passano spensierati e in allegria uno splendido weekend.

Quando però tornano a casa trovano tutto sottosopra: durante la loro assenza c’è stata un’invasione da parte di un esercito sconosciuto che ha portato via tutti i civili. Dopo il primo momento di scoramento e paura, fuggono per salvarsi la vita cercando riparo tra le case abbandonate della città fin quando capiscono che se vogliono salvarsi devono tornare all’Inferno. Qui hanno tempo per assimilare lo shock e prendere una decisione: non rimarranno a guardare mentre i soldati distruggono il loro paese, scenderanno in campo per dare filo da torcere ai loro invasori.

I toni iniziali del film sono

quelli classici della commedia americana, di quelle che però potrebbero variare sul genere slasher, popolare negli anni ’80, col solito gruppo di giovani pronti ad essere uccisi dal solito killer. E fino a quando ci si mantiene su questi standard il film potrebbe anche andare, ma dal momento in cui si manifesta l’invasione militare il film ha un irreparabile crollo, specie se si ha più di dieci anni di età. È abbastanza inverosimile infatti che degli adolescenti perdigiorno senza un pensiero al mondo se non quello di palpeggiarsi a vicenda il più possibile, si trasformino con uno schiocco di dita in un reparto di commando in grado di mettere in crisi delle truppe d’assalto. Eppure è quello che si vede: dei giovani che hanno paura della propria ombra o di sporcarsi troppo attraversando un guado, si trasformano in partigiani di prim’ordine che dal nulla diventano la migliore squadra che si sia mai vista.

Forse, se invece che sul realismo si fosse puntato sull’umorismo e sull’iperbole delle scene, il film avrebbe potuto guadagnare una sua identità, ma così com’è, con ragazzi che dal nulla forzano blocchi militari, che violano basi sorvegliate, che rubano automezzi pesanti e sparano come incursori, è proprio da bocciare. Consigliato ai bambini delle scuole medie.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.