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Il discorso del re

Il discorso del re

Paese: Regno Unito/Australia
Durata: 111 minuti
Genere: Storico
Regia: Tom Hooper

Grande cast per questo film biografico sulla vita di re Giorgio VI durante le vicende che portarono alla sua incoronazione. Convivente da sempre con gravi problemi di balbuzie, il futuro re, che nella vita di tutti i giorni si fa chiamare Bertie, cerca in ogni modo di superare questo suo handicap, gravissimo in un periodo in cui la radio è il mezzo di comunicazione principale. Anche se il padre Giorgio V lo pressa molto ed in maniera rude per far sì che si lasci alle spalle la balbuzie, Bertie, molto timido e schivo, colleziona insuccessi su insuccessi.

Per fortuna può contare sull’affetto della famiglia ed in particolare della moglie, che non demorde e lo indirizza dal logopedista australiano con un debole per la recitazione Lionel Logue. Grazie al suo aiuto ed alle sue tecniche non convenzionali, Bertie riuscirà a migliorare e quando il fratello maggiore, erede diretto al trono, dopo la morte del padre abdicherà,

potrà prenderne il posto senza il reverenziale timore per il microfono che aveva sempre avuto: pronuncerà infatti un memorabile discorso in merito all’ingresso in guerra dell’Inghilterra contro la Germania nazista.

Le dinamiche del mondo del cinema sono spesso strane, infatti questo film, ricco di pathos e sentimento, ben diretto e ancor meglio interpretato da grandi attori del calibro di Geoffrey Rush (Pirati dei caraibi, Il sarto di Panama), Helena Bonham Carter (Big Fish, Sweneey Todd), Colin Firth (La ragazza con l’orecchino di perla, Che pasticcio Bridget Jones), Guy Pearce (Memento, Montecristo), nonché candidato a ben otto premi Oscar, sta già finendo nel dimenticatoio qui in Italia.

È in parte spiegabile a causa del soggetto, in effetti poco vicino al popolo italiano, che può interessarsi solo fino ad un certo punto ai problemi di balbuzie di un sovrano straniero morto oltre cinquant’anni orsono. Inoltre anche il pessimo tempismo con cui è arrivato in sala, a fianco di titoli quali “Immaturi”, “Qualunquemente” e “Che bella giornata”, che nel Bel Paese sono capaci di sbancare i botteghini ogni weekend senza neppure fare fatica. Consigliato ai cittadini inglesi residenti in Italia.