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Il diavolo e l’acqua santa

L'entrata del sexy shop di via La Farina

Che a Messina i sexy shop stiano spuntando come funghi è un dato ormai acclarato. Hanno vetrine discrete che non permettono di sbirciare all’interno e, almeno in teoria, i minorenni devono restarne fuori. Sono un po’ dappettutto e da quando aprì il primo a metà degli anni Novanta, ne è passata di acqua sotto i ponti. A creare un bel po’ di scompiglio però è stata l’apertura di un sexy shop automatico in via La Farina, a pochi passi dalla chiesa di Sant’Andrea Avellino. 

Per legge, negozi del genere possono essere aperti solo a 150-200 metri di distanza da luoghi di culto, scuole, centri storici, onoranze funebri e quant’altro. Facile quindi immaginare la sorpresa del parroco Alberico Candela, quando una mattina si è visto spuntare sotto il naso un sexy shop. 

“Appena lo abbiamo visto -racconta- abbiamo subito scritto all’arcivescovo, che ci ha riposto che l’apertura di un luogo come quello dipende dalla normativa vigente nel Comune e che sarebbe giusto non sorgessero questo tipo di negozi proprio nei pressi di un luogo di culto. In Comune invece, ci hanno detto che provvederanno a far arrivare anche qui da noi la disposizione che regola la normativa del settore, perché fino ad oggi tra i regolamenti di Palazzo Zanca non è previsto nulla di simile. Anzi, in teoria questo sexy shop, come altri dello stesso genere, sono stati autorizzati regolarmente”. 

Il parroco don Alberico
Candela

Quello della chiesa di via La Farina non è l’unico in città, perché in via Industriale è stato aperto un altro sexy shop proprio di fronte alla chiesa Evangelica. Padre Alberico, come del resto un altro fedele presente alla nostra conversazione, è molto critico al riguardo e non accetta questa contraddizione. 

“Mi trovo ad interagire con i ragazzi in parrocchia tra catechismo e corsi -spiega. Con il gruppo che si sta preparando alla cresima neo ho parlato e ho cercato di allontanarli da queste pratiche, che a mio avviso sono estranee alla natura umana. Il sesso è un grande dono che Dio ci ha dato, straordinario, che ci avvicina a lui proprio perché tramite questo si mettono al mondo i bambini. Praticato con amore è una cosa bellissima. Invece in questo modo, non si fa altro che sviare dai dettami della natura e chi si allontana è punibile. Il nostro corpo non deve essere sprecato ma rispettato. Ho cercato di trasmettere questo ai ragazzi, che puntualmente si trovano a passare proprio davanti a questo sexy shop prima di entrare in chiesa. Loro sembrano essere d’accordo con il mio pensiero, ma è chiaro che sono giovani e curiosi di nuove esperienze. Spero vivamente che riusciremo ad ottenere questa delibera anche per il nostro comune, così da evitare altri casi simili”. 

Il caso della parrocchia di padre Alberico non è l’unico in Italia. In Lombardia ed in Toscana alcuni gruppi di cittadini hanno presentato gli esposti e le amministrazioni comunali hanno provveduto subito con una delibera. Nell’attesa che questo accada anche a Messina, per il momento l’unica cosa che padre Alberico può fare è sperare che le sue pecorelle non cadano in tentazione.