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Il cuore grande delle ragazze

Il cuore grande delle ragazze 

Paese: Italia

Genere: Commedia

Durata: 85 minuti

Regia: Pupi Avati 

Nuova opera del prolifico Avati, che questa volta sceglie come suo protagonista l’ex Lunapop Cesare Cremonini.

La storia di amori contadini che vediamo svilupparsi è ambientata in Italia centrale, tra le due guerre. La ricca famiglia Osti, grandi proprietari terrieri hanno un problema: sono stati benedetti dal cielo con tre figlie, ma non sono riusciti ad accasarne nessuna. Per cercare di sistemarle si rivolgono ai Vignetti, contadini con tre figli al carico. Il figlio Carlino è molto ambito dalle ragazze e le due famiglie si accordano perché i ragazzi si frequentino, così che almeno una riesca a trovare marito. Il piano delle due famiglie va però presto in fumo, perché torna dal collegio Francesca, la minore delle tre figlie, un vero splendore di ragazza. Le altre due sorelle sono bruttine e per Carlino è facile innamorarsi della giovane; il colpo di fulmine

è istantaneo. Il giovane si rifiuta di continuare quel teatrino con le due sorelle maggiori, sa di essere innamorato di Francesca e non vuole altri che lei…

Nonostante la sapiente voce narrante di Alessandro Haber e la grande abilità di Avati nel dipingere un quadro splendido e romantico dell’Italia rurale, il film non decolla. Dovrebbe essere una commedia e vorrebbe esserlo, ma sono proprio i toni brillanti a fare difetto. Il film non fa ridere e neppure sorridere e si può notare una certa superficialità nella caratterizzazione di personaggi e situazioni. Avati ha fatto di meglio, questo è poco ma sicuro, specialmente se si considerano prove come “Una sconfinata giovinezza” o “Il nascondiglio”; il film è piatto e in molti punti noioso e i meccanismi brillanti che potrebbero soccorrerlo non funzionano. È lecito concedere un po’ di stanchezza di tanto in tanto, anzi è umano, ma non per questo bisogna sorbirsi un film non riuscito solo per il nome del regista. Consigliato alla “Fondazione sostenitori di Pupi Avati a tutti i costi”.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.