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“Il cerchio d’oro”, lettera dell’associazione Korakanè al commissario ASP Magistri

Una famosa campagna pubblicitaria contro l'anoressia

Dalla direzione generale dell’ASP 5 non arriva alcun segnale, ma loro continuano a sperare. Così, l’associazione di volontariato Korakanè, creata pochi mesi fa dai familiari delle pazienti del centro “Il cerchio d’oro”, ha scritto al commissario straordinario Manlio Magistri chiedendogli di non interrompere  il servizio semi residenziale per chi soffre di disturbi della sfera alimentare, aperto nel 2004 e destinato a chiudere per mancanza di fondi a dispetto della grande risposta ottenuta sul territorio.

“Nonostante l’evidente impatto sociale del fenomeno ed il progressivo incremento del numero di soggetti affetti da disturbi del comportamento alimentare –si legge nella lettera- si constata sia a livello regionale che all’interno della Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, una scarsa presenza di servizi dedicati al trattamento di tali disturbi e si assiste ad un ritardo nella creazione di strutture sanitarie dedicate, che possano garantire adeguati livelli di assistenza. In particolare, nella rete territoriale siciliana manca un nodo fondamentale per la continuità del trattamento, costituito da una vera e propria struttura per la riabilitazione psico-nutrizionale, dotata di  idonee figure professionali che garantiscano la gestione multidisciplinare della malattia e di adeguati spazi di accoglienza”.

Fondamentale il passaggio successivo, che sottolinea le numerosissime difficoltà, anche pratiche, cui vanno incontro le famiglie di chi ha problemi del genere. “Fino ad oggi -si legge ancora- molte famiglie di giovani affetti dal disturbo sono state costrette a ricorrere a strutture residenziali riabilitative al di fuori della regione, andando incontro a seri disagi per la continuità terapeutica e riabilitativa dei loro cari. Oltre che ad ovvi gravosi impegni economici (nei casi gravi il ricovero si protrae per parecchi mesi e di solito sono necessari diverse degenze ed innumerevoli ulteriori accessi per i controlli).

Uno dei lavori realizzati dai pazienti del centro

Inoltre, il ricovero dei pazienti presso le strutture residenziali riabilitative al di fuori dall’Isola (spesso inviati da codesta Azienda o dai presidi ospedalieri della città o per diretta iniziativa della famiglia) comporta ovviamente un notevole impegno finanziario per l’ASP e per la Regione Sicilia.

Invece -prosegue la lettera dell’associazione Korakanè- il centro per la cura e la gestione integrata dei disturbi alimentari “Il Cerchio d’oro”, inserito all’interno del Dipartimento Salute Mentale Nord dell’ASP 5, lavora in regime ambulatoriale dal 2007 ed ha attivato da febbraio di quest’anno il trattamento dei pazienti in regime semiresidenziale grazie al “Progetto Obiettivo P.S.N. 2010 Salute Mentale – Azione Bulimia e Anoressia”.  La possibilità di avere una struttura di riferimento a Messina che garantisca un livello di assistenza di tipo semi residenziale in aggiunta a quella ambulatoriale, ha comportato per i numerosi pazienti e per le loro famiglie (che in questa tipologia di disturbi sono particolarmente coinvolte) notevoli vantaggi documentabili sul piano della continuità assistenziale, del mantenimento della rete socio-familiare, della possibilità per i giovani pazienti di non interrompere gli studi (quando le condizioni cliniche lo consentono) ed anche sul versante economico”.

Stando così le cose, l’associazione Korakanè chiede a Magistri di proseguire sul territorio messinese l’attività semiresidenziale intrapresa dal centro “Il Cerchio d’oro” dal febbraio scorso per garantire non solo la continuità terapeutica ai pazienti ed alle loro famiglie, ma anche a quanti sono stati dimessi da strutture residenziali specializzate extra-regione e a tutti coloro che dalla Sicilia e dalla Calabria continuano a fare riferimento al servizio con richieste di prime visite  e di assistenza.

Diversamente, l’associazione Korakanè chiede a Magistri chiarimenti su diversi punti. A partire dalle prospettive per il servizio specialistico per DCA che alla scadenza del “Progetto Obiettivo P.S.N. 2010 Salute Mentale – Azione Bulimia e Anoressia” prevista per il 4 dicembre prossimo rischia l’interruzione delle attività per mancanza del personale specialistico, fino alle modalità con cui l’ASP 5 prevede di garantire la continuità terapeutica ed assistenziale ai pazienti trattati e delle attività di supporto destinate alle loro famiglie.

Una delle pareti de "Il cerchio d'oro"

“Vogliamo rappresentare lo sconforto di tutti noi -puntualizza ancora l’associazione- per i pazienti che non potranno continuare ed ultimare il lungo e gravoso percorso terapeutico iniziato, per i familiari abbandonati al loro disagio che senza l’aiuto ed il conforto di specialisti nella materia appaiono insormontabili e per i cittadini che partecipano alle difficoltà della comunità e, anche per solo senso civico, alla ricerca di un concetto di sanità efficiente e senza sprechi, come provano le numerose firme in calce a questa lettera. Di fronte all’ipotesi che una programmazione sanitaria cieca possa determinare la chiusura di un centro di assistenza semiresidenziale per DCA tra i pochi esistenti ed operanti nel Meridione, tra i pochi punti di riferimento per i pazienti della Sicilia e della Calabria, e raro esempio di efficienza, non possiamo che manifestare sgomento”.