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Il centrodestra ai militanti: voto secondo coscienza

Giuseppe Castiglione ed Enzo Garofalo in conferenza stampa dopo le Politiche

Al ballottaggio che deciderà chi sarà il futuro sindaco di Messina votate secondo coscienza. O quasi. Visto che lo scrutinio del primo turno era ancora in corso e già si lanciavano chiare indicazioni di voto. Ma tant’è.

Oggi il centrodestra, dopo 19 anni di gestione ininterrotta della città tra Comune e Provincia (c’è ancora qualcuno che ricorda l’indecoroso scambio di poltrone tra Turi Leonardi e Peppino Buzzanca nel 2003?) a parte gli intermezzi dei commissariamenti e di meno di sei anni di centrosinistra tra Providenti e Genovese, prende atto della legnata presa alle amministrative del 9 e 10 giugno e, stando a quanto si legge in un comunicato stampa, dice ai propri elettori: “al ballottaggio votate secondo coscienza!”, punto esclamativo compreso.

Oggi pomeriggio stati maggiori, eletti e sostenitori del PDL messinese si sono dati appuntamento all’istituto Cristo Re per analizzare la sconfitta e discutere del ballottaggio del 23 e 24 giugno.

Ad aprire i lavori il candidato sindaco Enzo Garofalo, parlamentare nazionale e terzo classificato nella corsa per Palazzo Zanca, che è partito dall’analisi del dato impensabile fino a qualche mese fa della transumanza che dal centrodestra si è spostata nel centrosinistra dopo avere fiutato il vento.

In questo cambio di casacca alcuni sono anche stati puniti dalle urne, ma sono gli incerti del mestiere.

“La scelta dei cittadini -ha dichiarato Garofalo- è stata quella di attribuirci il ruolo di opposizione e noi lo eserciteremo dal 25 giugno con senso di responsabilità, dando vita ad un’opposizione costruttiva sui temi di interesse della città. Un’opposizione estranea al compromesso e che abbia a cuore solo il bene di Messina”.

Ovviamente, la sconfitta alle amministrative sarà il dato dal quale il PDl messinese dovrà ripartire “per ricostruire e programmare una struttura aperta e partecipata che lavori sui temi della città e crei le basi per la prossima tornata elettorale”.

Almeno ufficialmente, nessuna indicazione di voto rispetto al ballottaggio, anche se Garofalo già nel pomeriggio del 10 giugno ha dichiarato che avrebbe votato Accorinti, seguito a ruota da Pippo Isgrò, mentre Nino Germanà ha dichiarato che il suo sindaco è Felice Calabrò.

“Gli elettori -si legge nella nota inviata alla stampa- saranno liberi di scegliere tra i due contendenti il male minore. Noi riaffermiamo la validità della nostra scelta accettando la sconfitta, ma proponendoci fin da adesso di essere le sentinelle che vigileranno affinché le promesse fatte in campagna elettorale siano mantenute”.

Garofalo ha poi chiesto ad Accorinti e Calabrò di recepire alcuni punti del programma della coalizione di centrodestra, a partire dalla riqualificazione della Zona Falcata, per la quale sarà necessario intervenire sulla Regione perché sopprima l’Ente Porto e proceda in tempi rapidissimi alla demolizione dell’inceneritore. Una battaglia, quella della liquidazione dell’Ente Porto, che da anni vede in prima linea UDC e PDL, tiepidamente seguiti dal PD.

Ma Garofalo chiede anche di “riconvertire la Rada San Francesco per raggiungere l’obiettivo dei tir finalmente fuori dalla città, di pedonalizzare alcune aree della città realizzando una ZTL che tenga conto delle esigenze dei residenti pur consentendo anche una mobilità sostenibile per passeggeri e merci, di    valorizzare i villaggi e di recepire i principi di trasparenza legalità e partecipazione del programma”.