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Il cavaliere oscuro – il ritorno

Il cavaliere oscuro – il ritorno 

Paese: U.S.A.

Genere: Azione

Durata: 166 minuti

Regia: Christopher Nolan 

Nolan conclude finalmente la sua epica trilogia incentrata sul più oscuro fra gli eroi della DC comics a otto anni dalla fuga nella notte di Batman, che dopo essersi incolpato della morte di Harvey Dent  è diventato a tutti gli effetti un fuggiasco. Il lato positivo della menzogna è che ha consentito al provvedimento anticrimine Dent di attuarsi nel migliore dei modi, schiacciando la criminalità.

Il discorso purtroppo cambia quando sulla scena di Gotham City fa la sua comparsa il gigantesco terrorista Bane. La minaccia che costituisce è troppo grande e Batman decide di indossare di nuovo il suo mantello, ma Bane è un avversario di una ferocia tale che potrebbe sorprendere persino il figlio reietto della setta delle ombre… 

Siamo all’atto conclusivo della saga, il terzo. Degli altri due film ha la fotografia e la monumentalità, unitamente ad un cast come sempre perfetto. L’unica a cui si può

fare qualche critica in questo senso è Anne Hathaway, ma il suo unico, vero torto è quello di non superare la malinconica Catwoman impersonata da Michelle Pfeiffer. Tornando al film però, nonostante tutto questo non si può fare a meno di avvertire una certa qual nota stridente. Troppa carne al fuoco dal punto di vista del topic, prima di tutto: amore, vendetta, giustizia, terrorismo, redenzione e alla via così. 

Si parla di tanto, di molto, di troppo, i punti di svolta dei protagonisti sono talvolta discutibili, i cambiamenti di scena sono frenetici. Si ha l’idea che si corra senza sapere dove si va a finire e paradossalmente permane addosso l’idea di un certo senso di attesa, come se si attendesse il momento giusto per sfoderare la vera idea incisiva che però non arriva.

È un film che si gode al meglio più vedendolo come terzo atto di una gigantesca opera, più che come pellicola indipendente: parlando di questo genere di film è comprensibile, ma non del tutto perdonabile da parte del pubblico, che mai come in questi casi si rivela esigente.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.