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Il cane Matteo, insolito fantasma a 4 zampe

Nelle numerose puntate della nostra rubrica, abbiamo riportato qualsiasi tipo di apparizione, benigna, malvagia, malinconica, romantica, angosciante e via dicendo. Ma nell’appuntamento di oggi parleremo di qualcosa di nuovo per “Grimorium Messanae”, ovvero l’apparizione di un animale fantasma. Non stiamo parlando del famoso mastino uscito dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle né la nostra vicenda è ambientata nella brughiera britannica ma, stando alle dicerie del quartiere “Dazio”, il fantasma di un tranquillo cane da caccia apparirebbe sulla scalinata che dalla circonvallazione taglia verso la via Palermo, più o meno all’altezza dell’antico quartiere doganale. L’apparizione dell’animale è conosciuta come u cani Mateu, anche se nessuno, purtroppo, è riuscito a spiegarci il motivo per il quale allo spettro è stato dato il nome di un uomo. Stando alla vox populi, il cane apparirebbe nelle ore notturne, indifferentemente dal giorno e dal mese, a chi percorra la scalinata.

Il simpatico spettro si avvicinerebbe con sguardo languido, come un normale cagnolino in cerca di una carezza. Dopo aver annusato l’atterrito passante, sparirebbe dopo aver completato tre giri intorno alla persona. Un comportamento del tutto normale per un cane, eccetto che per il fatto che il suo corpo è in realtà diafano ed immateriale. Igor, 36 anni, sostiene di aver incontrato il fantasma a quattro zampe durante l’adolescenza.

“All’epoca mia zia abitava all’inizio della scalinata, sul versante che guarda l’incrocio del Dazio. Stavo accompagnando mia cugina a casa e, dopo aver salito alcuni gradini, mi accorsi di un cane che ci veniva incontro. All’inizio mi spaventai al pensiero che l’animale potesse avere cattive intenzioni ma, man mano che si avvicinava a noi, cominciai a notare degli elementi estremamente strani. Il suo corpo, che sulle prime mi era parso bianco, era in realtà semi-trasparente, come quello di un fantasma. Tuttavia, pur conscio dell’assurdità di quello che stavo vedendo, non fui preso dal terrore. Non riuscivo a staccare i miei occhi dalla sua espressione, elegante ma al tempo stesso piena di tristezza, che mi comunicava un fortissimo senso di angoscia. Arrivato a pochi centimetri sentii mia cugina irrigidirsi ma, anche lei, non provò paura nel vedere il cane, ma solo una grande pietà. Lo spettro si avvicinò solo a me, e cominciò ad annusarmi come farebbe un normale cane. Per niente intimorito, provai ad accarezzarlo sulla testa ma, in riposta al mio gesto, il cane si ritrasse e cominciò a girarmi intorno. Alla fine del terzo cerchio sparì nel nulla. Guardai basito mia cugina che, in risposta mi disse: «Matteo…me ne parlavano da bambina». Chiesi subito spiegazioni e venni a sapere della strana diceria che, da tempo, circolava tra gli anziani del rione. Ogni volta che rievoco quell’incredibile vicenda sento sempre una grande angoscia ma mai un pizzico di terrore”.

Teoricamente, u cani Mateu non dovrebbe esistere, in quanto gli animali non sarebbero provvisti di anima. Ma, alla luce di questo racconto, possiamo esserne certi?