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Il cacciatore di giganti

Il cacciatore di giganti

Paese: U.S.A.

Genere: Fantastico

Durata: 114 minuti

Regia: Bryan Singer

L’ottimo Bryan Singer propone una trasposizione della classica favola della tradizione inglese “Jack e il fagiolo magico”, con uno splendido cast e, manco a dirlo, tutto a modo suo.

Il giovane Jack, un povero agricoltore si ritrova ad aprire un “vaso di Pandora” tutt’altro che simbolico: apre infatti un varco su una dimensione ove erano rimasti segregati per secoli i giganti, un’antica razza che ora è di nuovo sulla Terra, pronta a reclamarla come proprio territorio a scapito dell’umanità. Per impedire che la gente, tutto il regno (e magari anche una principessa che ha un posto speciale nel suo cuore) facciano una brutta fine, Jack decide di ricacciare i giganti lì da dove sono venuti.

Difficilmente Bryan Singer delude, (sorvolando su un certo “Superman returns” dal successo discutibile e che il mondo intero pare aver dimenticato) e anche qui

si può dire di uscire soddisfatti dalla sala. È un fumettone in tutto e per tutto, zeppo di scene mozzafiato ed effetti speciali, ma è un BEL fumettone zeppo di scene mozzafiato ed effetti speciali.

La tecnologia non prende mai il sopravvento sulla storia che ha il suo perché (anche se riscrivere antiche favole a proprio comodo sta diventando un vizio che un tempo solo la Disney aveva) alterando scene di azione a delle pennellate dark ai limiti dell’horror.

A ciò bisogna aggiungere la buona performance dell’ottimo cast: Ewan McGregor, Ian McShane e Stanley Tucci non hanno certo bisogno di dimostrare qualcosa eppure lo fanno e a loro si uniscono un buon Nicolas Hoult (“Warm bodies”) e Eleanor Tomlinson (“Alice in wonderland”, “Educazione siberiana”) che recitano in uno scenario molto tolkieniano, o se vogliamo, con una fotografia molto “jacksoniana”, capace di sorprendere e meravigliare anche se la sensazione del prodotto preconfezionato (stereotipato è ancora una parola troppo pesante) è sempre più presente. Consigliato a chi cerca un fantasy alternativo.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.