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Il C-Day a Messina, tra promesse e ritardi

Il rettore Pietro Navarra e il presidente Rosario Crocetta

Le accoglienze calorose del passato ormai sono solo un ricordo. Arrivato a Messina con due ore di ritardo il presidente della Regione Crocetta ha trovato ad attenderlo non una folla plaudente ma un bel po’ di lavoratori arrabbiati. E non poco.

Il C-Day inizia dopo mezzogiorno, con una prima tappa alla Provincia prevista sulla carta alle 10.30, così come quella in Comune era stata fissata esattamente un’ora dopo.

Mentre tenta di salire i pochi gradini di Palazzo dei Leoni Crocetta è preso d’assalto dal segretario generale della FP Cgil di Messina Clara Crocè, che lo sottopone ad un fuoco di fila di domande sul futuro dei dipendenti della Provincia, sui precari, sulla sanità e sui 26 lavoratori della cooperativa Teseos, che proprio oggi sono stati licenziati.

“E che li ho licenziati io?” risponde quasi scocciato Crocetta, che già aveva risposto con non troppa buona grazia agli altri quesiti della dirigente sindacale, ribadendo come non fosse stato licenziato alcun dipendente dell’ente e sostenendo che “i precari saranno assunti uno ad uno”. Per i commenti su questa affermazione vi rimandiamo ai social network.

Sconcertata, la Crocè lascia perdere e a questo punto tocca ai giornalisti. Per quasi dieci minuti Crocetta dà prova di notevole abilità glissando come neanche Isolde Kostner sul ghiaccio delle domande più complesse e promettendo montagne di soldi per Messina.

Riportare tutte affermazioni sarebbe troppo lungo, ma giusto per avere un’idea il presidente della Regione ha dichiarato che con le “Città Metropolitane a Messina arriverà una barca di soldi”.

Altre chicche? I “150 ettari di terreno rubati alla Regione dalla mafia” dei quali ha da poco avuto contezza e il cui recupero porterà in cassa “altri 15 milioni e sono risorse”. La denuncia è stata presentata oggi verso le 17 al Procuratore Capo Guido Lo Forte, che lo ha atteso giusto un paio d’ore.

Pur non essendo esperti di terreni agricoli il rapporto tra l’estensione dei terreni e la cifra dichiarata dal presidente ci ha incuriosito. Abbiamo dato un’occhiata su internet, dove abbiamo trovato un interessantissimo articolo che il Corriere della Sera ha pubblicato un anno fa, scritto da Anna Tagliacarne, nel quale Lorenzo Bazzana, responsabile tecnico-economico di Coldiretti Italia dichiara “se voglio acquistare terreni agricoli nel Nord Italia, in media spendo 40 mila euro a ettaro, mentre nel Sud o in alcune regioni del Centro, pagherò tra 9 mila e 12 mila euro a ettaro. A meno che voglia espandere un’azienda agricola in Trentino: allora l’investimento richiederà almeno 500 mila euro per ettaro”.

Come si possa arrivare ad un valore di 15 milioni di euro partendo da queste stime va oltre la nostra capacità di comprensione e speriamo che prima o poi il presidente Crocetta abbia tempo e voglia di spiegarlo.

Inevitabile il passaggio sull’affaire formazione, suo cavallo di battaglia. “Salveremo tutti i lavoratori della formazione, ma dobbiamo finirla con i corsi mangia-soldi. Corsi fantasma e noi dobbiamo finanziare questa gente?”.

Ovviamente no, ma la Sicilia ha bisogno anche di altro oltre alle denunce del sistema-formazione, per il quale Crocetta sottolinea che “chiunque sarà coinvolto non avrà sconti”. Il riferimento è chiarissimo, ma il presidente probabilmente dimentica che lo scandalo sulla formazione a Messina, equamente diviso tra PD e PDL-ex AN, era già cosa nota ben prima delle elezioni regionali, che il presidente ha vinto con l’apporto determinate del PD di Messina, salvo poi essere invaso dal sacrosanto fuoco riformatore.

Un colpo al cerchio e uno alla botte anche per quanto riguarda l’Ente Porto (“eliminare il carrozzone, ma salvaguardare il patrimonio della Regione”) con un chiarissimo richiamo alle aree di competenza dell’ente oggetto di un contenzioso con l’Autorità Portuale.

Ancora un passaggio non troppo chiaro sulle “risorse bloccate da molti anni, ma ci sono altre opere del demanio marittimo per 75 milioni di euro, assurdo tenere bloccati centinaia di milioni di euro” e poi la vera perla della giornata: “Bisogna andare oltre il salvataggio dal default, bisogna innestare meccanismi che creino

lavoro e sviluppo (ma non spiega come, ndr), interventi da avviare nel breve periodo pur tenendo conto dei tempi di progettazione e delle gare”.

Rapido passaggio sull’ATM, durante il quale tutto fa pensare che il presidente Crocetta sia convinto che l’azienda sia nata con 600 dipendenti e 20 mezzi (lui li chiama pullman) e arrivano le conclusioni. “Progressivamente queste situazioni le dobbiamo superare. Non c’è alternativa alla razionalizzazione dei servizi. I messinesi non hanno responsabilità, la differenza l’ha fatta la mala politica ma non voglio essere investito di falsi problemi come la Provincia, perché con la costituzione delle Città Metropolitane Messina avrà una barca di soldi”.

Confronto serrato con il commissario straordinario della Provincia Filippo Romano sulle tante emergenze dell’ente in liquidazione e subito dopo l’incontro con i sindaci della Provincia, non molto sereni nei suoi confronti anche a causa della lunga attesa.

Poi a pranzo con la sua Giunta mentre l’esecutivo Accorinti, con il quale aveva appuntamento alle 11.30, lo aspettava invano in Comune con tanto di buffet già allestito.

Il passaggio dal procuratore Capo Lo Forte per aggiungere una nuova denunzia a quella già presentata alcuni mesi fa rispetto ai terreni indebitamente sottratti dalla mafia alla Regione e poi l’incontro con il Rettore dell’Università Pietro Navarra che, fanno sapere dal rettorato, “ha illustrato il progetto  relativo al potenziamento delle residenze per studenti che potrebbe portare alla costruzione del secondo Palazzo di giustizia nell’edificio dell’ex Casa dello studente  di via Cesare Battisti e di una Cittadella dello studente universitario nell’area dell’ex Ospedale Regina Margherita”.

Il rettore ha sottolineato come tutti gli enti locali interessati (Comune, Università, Tribunale e Ordine degli Avvocati) abbiano già dato nei giorni scorsi il proprio benestare all’ipotesi.

Durante l’incontro si è discusso anche dell’Ospedale Veterinario aperto presso il Polo dell’ Annunziata, unica struttura del genere in Sicilia e nel Sud del Paese. “L’eventuale collaborazione della Regione –ha dichiarato Navarra- potrebbe proiettare l’Ospedale Veterinario al centro di un modello di gestione di riferimento  per tutta l’area del Mediterraneo”.

Finalmente Crocetta muove verso Palazzo Zanca, dove arriva alle 19.12 e per ben sette minuti resta al telefono in auto mentre il pazientissimo sindaco Accorinti lo attende per fare gli onori di casa. Intanto in mattinata si è già consumato un incidente diplomatico tra la Giunta di Messina e i professori d’orchestra del Vittorio Emanuele.

“L’orchestra del Teatro Vittorio Emanuele –scrive Gianpiero Cannata su Facebook- ringrazia calorosamente il sindaco di Messina per non aver permesso al nostro quartetto d’Archi di suonare all’entrata del Comune durante l’arrivo del presidente Crocetta. Quello che noi volevamo esprimere, utilizzando le note del brano scritto dal Maestro Salisburghese dai tristi toni minori, pur derisi dallo stesso Presidente ancora una volta, voleva essere solo un’eco pacifica attraverso i nostri strumenti e senza alcuno striscione, del disagio non solo di noi orchestrali, ma l’urlo di un messaggio chiaro di un’intera città, che da troppo tempo soffre e che continua a vedersi tolto, giorno per giorno, tutto quel poco che di buono resta. La nostra, voleva essere solo una delle tante esibizioni artistiche e pacifiche, a rappresentanza di un problema sociale che investe e travolge quasi tutti i cittadini. Peccato che il nostro Primo cittadino, che se oggi siede al Comune lo deve proprio al suo passato di uomo attivista che ha lottato in maniera pacifica, adesso, impedendoci di difendere pacificamente i nostri diritti, abbia dimostrato di avere del tutto dimenticato i suoi trascorsi, la strenua difesa civile delle proprie istanze e di come abbia condotto le sue battaglie, sino ad arrivare alla poltrona che occupa, rinnegando il motivo per cui lo abbiamo votato e voluto Sindaco”.

Niente quartetto d’archi quindi, ma baci e abbracci con Accorinti (che pacifista com’è avrà già dimenticato il sostegno dato da Crocetta al candidato del centrosinistra Felice Calabrò durante la campagna elettorale per le amministrative) e poi via, verso la riunione congiunta delle due Giunte.

Ventotto i nodi da sciogliere sul tappeto elencati in oltre due ore di confronto e ampie rassicurazioni di soluzione da Crocetta. Che di promettere non si stanca mai, mentre la città ancora aspetta la concretizzazione degli impegni già assunti e dei quali ancora non c’è traccia.