Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Il Bisazza occupato, la Digos registra gli studenti

Sembrava un’occupazione lampo, esauritasi dopo gli entusiasmi iniziali. E invece, al liceo Bisazza la protesta continua, dopo una pausa di riflessione durata una nottata.

“Lunedì sera siamo stati costretti a dichiarare la fine dell’occupazione -ci racconta Giulia Fagioli, rappresentante d’istituto- in seguito a una brutta vicenda che ha come responsabili solo un paio di studenti”. Alcuni furti commessi all’interno del bar della scuola hanno allarmato la preside Anna Maria Gammeri e per tentare di porre riparo al danno -di immagine, oltre che economico- tutti gli studenti hanno deciso di autotassarsi e creare così un fondo cassa da destinare al risarcimento dei furti. Decisione che però non è stata accolta con benevolenza dal dirigente scolastico, che ha chiesto la fine immediata dell’occupazione, pena una punizione estesa a tutti, anche ai non responsabili del furto.

Da ricordare che la preside Anna Maria Gammeri è stata condannata per truffa aggravata ai danni dello Stato a 10 mesi di reclusione e 400 euro di multa insieme al bidello che le faceva da autista durante l’orario scolastico ed al quale sono stati inflitti 7 mesi. La vicenda è finita anche sui quotidiani nazionali ed in Parlamento, ma la Gammeri ed il bidello sono ancora al proprio posto grazie al condono ottenuto con l’applicazione dell’indulto.

Tornando agli studenti, la delusione è tanta e la tristezza per la fine dell’avventura moltissima. Ma dopo una riunione serale a Villa Sabin ed una tempestiva raccolta firme, i ragazzi hanno deciso per una nuova occupazione. Che si è consumata in maniera piuttosto rocambolesca ieri mattina, con gli allarmi della scuola impazziti e con la Digos alle prese con le telecamere a circuito chiuso dell’Istituto.

In queste ore, dunque, il liceo Bisazza risulta occupato. Anche se la preside non ha concesso agli studenti l’utilizzo di tutte le aule. “Al momento -spiega Giulia Fagioli- abbiamo a disposizione solo quattro aule e i corridoi. Non possiamo utilizzare l’Aula Magna per le nostre assemblee”. E i riscaldamenti? “In genere li aprono soltanto a gennaio, quindi ci siamo attrezzati con coperte e mezzi di fortuna”. Intanto la Digos ha chiesto ai 70 componenti il direttivo di recarsi in caserma per essere registrati.

Intanto nelle altre scuole della città l’occupazione continua senza novità di rilievo, tra le attività ricreative e gli incontri con esperti del mondo del lavoro, della legalità, della cultura. Sono passati otto giorni dall’inizio della protesta e le motivazioni sembrano perdere il vigore iniziale, come ci racconta Santi Enrico Bruno, rappresentante d’istituto del liceo Seguenza. “Stiamo vivendo giornate di intensa aggregazione e formazione -spiega-eppure l’entusiasmo sta diminuendo. Nei prossimi giorni tutti noi rappresentanti d’istituto valuteremo su quale strada proseguire”.