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Il big match al Celeste finisce con uno 0-0

L'abbraccio fra i due tecnici, Catalano e Rando

Per le vie cittadine sembrava d’essere tornati ai tempi gloriosi della serie A, quando Messina ospitava i club più blasonati. Una domenica di calcio e di colori allo stadio Giovanni Celeste.

E un abbraccio a inizio partita, quello dei tecnici Catalano e Rando, a suggellare una gara corretta e interessante che assegna un solo punto a ciascuna squadra, ma regala un pomeriggio di calcio, cori e giallorosso ai quattro mila accorsi in via Oreto. Curva sud e tribuna coperta gremite.

Agli angoli i palazzi di sempre, quelli che affacciano direttamente sullo stadio, con i balconi affollati e qualche striscione.

Città di Messina all’altezza della situazione. Frena la corsa della capolista e merita appieno gli applausi a fine gara.

Gli striscioni della curva sud al Celeste

Chiavaro unico assente nell’A.C.R. Messina. Tornano in campo Bucolo e Maiorano, dopo aver scontato il turno di squalifica.

L’undici titolare: Lagomarsini, Caiazzo, Caldore, Bucolo, Cucinotta, Ignoffo, Parachì (dal 18′ st Guerriera), Maiorano, Corona, Chiaria (dal 28′ st Cocuzza), Savanarola (dal 37′ st Quintoni).

Rando è costretto a rinunciare agli squalificati Cappello e Cucè. La formazione schierata è composta da Di Salvia, Dombrovoschi, Viscuso, Munafò, Cammaroto, Cirilli, Avola (dal 18′ st Giardina), Assenzio, Saraniti (dal 39′ st Bongiovanni), Tiscione, Citro.

Fumogeni, coriandoli e sciarpata accolgono le squadre. Divisa bianca per i padroni di casa e maglia rossa con inserti gialli per l’A.C.R.

Dopo il fischio d’inizio dell’arbitro Antonio Giua della sezione di Pisa, partono come frenati i primi della classe.

Visibilmente più spigliato il Città di Messina, che del resto ha meno da perdere in questo big match. Si prendono le misure, ci si confronta sul piano tattico e non ci si scopre mai troppo. Le incursioni nelle aree avversarie di entrambe le squadre non sono mai assalti veri e propri, non si lasciano mai spazi al contropiede.

Un primo tempo equilibrato. Alcune incursioni di Corona che tutte le volte subisce il raddoppio di marcatura. Al 35’ Citro, imbeccato da Saraniti, colpisce la parte alta della traversa.

Poi è Chiaria a sfiorare il palo su assist di Savanarola. Un minuto di recupero e si conclude il primo tempo sullo 0-0.

Lagomarfini impegnato in una parata

Dopo l’intervallo le squadre alzano il ritmo della partita. Via via che ci si avvicina al termine il tecnico Catalano esaurisce i cambi nel tentativo di conquistare i tre punti.

Eppure è il Città di Messina a carezzare la vittoria, prima al 17’ della ripresa con lo stacco di testa di Saraniti e il salvataggio in extremis di Lagomarsini, cui seguono le vane proteste di Assenzio e compagni secondo i quali il pallone avrebbe varcato la linea di porta, poi con la traversa di Viscuso al 35’ e il tiro dai venti metri di Tiscione al 42’ che sfiora l’incrocio dei pali.

Rando è soddisfatto a fine partita. Tributa il giusto plauso ai suoi e a una tifoseria perbene che ha sorretto, da una parte e dall’altra, le due squadre in un clima festoso e sereno.

Catalano è consapevole non si possa sempre vincere. Pare non sia impensierito dal Cosenza che intanto a Ribera accorciava le distanze. Rende merito agli avversari e ringrazia la Curva sud, sperando sia la sua ultima volta al Celeste.

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