La massoneria messinese nel ‘700

Più che altrove in Sicilia, nel XVIII secolo Messina registra intense attività massoniche. Attività che si articolano in tutta una serie di scissioni e ricomposizioni e di cambiamenti ideologici che determinano all’interno delle varie obbedienze massoniche la diffusione di contenuti filosofici razionalistici e l’ingresso nelle logge di un numero sempre più ampio di appartenenti alla borghesia e al ceto colto di intellettuali di orientamento liberale e democratico

Nella città dello Stretto erano presenti fin dalla seconda metà del Settecento diverse logge. La loggia de’ Costanti, con patente massonica del 1766 rilasciata dalla Gran Loggia Provinciale Olandese Les Zéles, aderisce inizialmente alla Stretta Osservanza, ancora intrisa di esoterismo, magia, alchimia, pratiche mistiche e riti talvolta bizzarri.

Nel 1778 la Gran Loggia di Londra rilascia patente alla English Lodge n° 510, fondata da Francis Everard. Alle logge di affiliazione inglese la rivoluzione illuminista aveva dato invece nuovo impulso: raccoglievano in prevalenza elementi della borghesia e intellettuali che volevano dare un contenuto filosofico e progressista alle logge, facendone strumento di lotta contro le forze conservatrici del clero e della nobiltà.

La loggia de’ Costanti, che sopravvive con alterne vicende fino al 1782, si ricostituisce in quell’anno nella Loggia della

Riconciliazione, aderente in un primo momento alla Stretta Osservanza e poi, di riflesso ai più generali mutamenti nella libera muratoria europea, al Regime Scozzese Rettificato.

Tanta e tale era l’attività dei lavori di loggia a Messina, altrettanto frequenti i contatti con altri massoni della realtà napoletana ed europea, che si rende presto necessario provvedere ad una riunificazione di tutte le logge attive sul territorio sotto un’unica obbedienza, ma soprattutto rifondarle su basi ideologiche di impronta marcatamente illuministico-razionalista.

Questo cambiamento, seguito a Messina per conto dell’Ordine degli Illuminati di Baviera da Frederich Münter (l’ordine degli Illuminati di Baviera fu fondato da Adam Weischaupt in aperto scontro con il dogmatismo gesuitico, la superstizione e le mistificazioni esoteriche, su basi politiche repubblicane e democratiche)  segna il progressivo passaggio della massoneria ad una fase più apertamente politica e di condanna dei regimi dispotici e autoritari.

Entrando nell’orbita degli Illuminati di Baviera anche l’esperienza massonica messinese, al pari di quella europea, si emancipava e insieme all’attività di formazione e divulgazione svolto dalle altre istituzioni culturali cittadine come le Accademie, facilitava la transizione verso una società che andasse oltre il concetto di ceto e l’attivazione di un dibattito filosofico, scientifico e politico in grado di star dietro alla più generale temperie europea e all’affermazione dei nuovi valori e ideali borghesi.

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