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Tavolo palermitano per gli ex Servirail

Il 20 gennaio tutti a Palermo per discutere del futuro degli 85 lavoratori messinesi della Servirail, la società che fino all’11 dicembre scorso ha gestito il servizio di accompagnamento notturno sui treni a lunga percorrenza e che dopo i tagli voluti fa FS ha mandato a casa 800 dipendenti. La notizia è ancora ufficiosa, ma dall’assessorato regionale ai Trasporti sono partite le prime telefonate di preavviso. Al tavolo convocato dal presidente Lombardo parteciperanno Trenitalia e i sindacati. C’è grande aspettativa per questo incontro, visto che l’incontro milanese del 30 dicembre scorso ha dato esito positivo per i lavoratori lombardi della Servirail, anche se le soluzioni dovranno essere necessariamente diverse. L’intesa tra sindacati (che la Cgil però non ha firmato), Regione e Trenitalia prevede la ricollocazione dei 152 lavoratori per 12 mesi sia all’interno del sistema locale gestito dalla società TreNord (nella quale la controllata delle Ferrovie dello Stato ha investito), sia in altri servizi appaltati dal Gruppo FS. 

In Sicilia però, dove gli 85 lavoratori messinesi protestano ininterrottamente dai quasi un mese occupando la stazione centrale contro i licenziamenti determinati dal taglio dei treni notte a lunga percorrenza scattato l’11 dicembre scorso, la situazione è molto diversa. 

“Qui non abbiamo gli strumenti che ci sono in Lombardia -spiega il segretario generale della Cisl siciliana Maurizio Bernava- e la sola strada percorribile per garantire l’occupazione di questi lavoratori è che il presidente della Regione Lombardo intervenga per obbligare Trenitalia a ripristinare i collegamenti notturni tra l’Isola ed il resto del Paese. Il taglio dei treni a lunga percorrenza ed il conseguente licenziamento dei dipendenti della Servirail è l’ultimo sfregio che Moretti ci ha inflitto”. 

Ma le differenze tra Lombardia e Sicilia non riguardano solo l’accordo siglato alcune settimane fa tra la Regione ed i sindacati per la ricollocazione dei lavoratori (nell’Isola non c’è nulla del genere) ma anche le differenze abissali tra le percentuali di disoccupati: solo il 3 per cento nella regione governata da Formigoni (ben al di sotto quindi della media fisiologica del 4-5 per cento), il 30 per cento nell’Isola. 

Dopo un mese di occupazione ormai gli animi sono sempre più

esasperati e nei giorni scorsi c’è stata l’ultima protesta eclatante, quando gli 85 lavoratori messinesi della ex Servirail hanno bloccato per oltre 2 ore un treno proveniente dal Continente fermo alla stazione centrale ed in attesa di ripartire per Siracusa e Palermo. Dopo un duro braccio di ferro con Trenitalia e solo grazie alla mediazione dei sindacati e delle forze dell’ordine la situazione si è sbloccata. Ma la pazienza è ormai esaurita e non è detto che da qui al 20 gennaio non si arrivi al blocco totale.

Michele Barresi, segretario provinciale Fit Cisl Messina

“Già dall’anno scorso avevamo messo sull’avviso i vertici di Trenitalia sulle possibili conseguenze che il taglio dei treni a lunga percorrenza avrebbe provocato -commenta Michele Barresi, segretario provinciale della Fit Cisl di Messina. L’indifferenza e l’arroganza di chi guida l’azienda ha portato ad uno stato di cose che diventa sempre più ingovernabile se non ci si attiverà immediatamente per chiudere la vertenza in maniera positiva”. 

Al dramma dei lavoratori licenziati la città ha risposto con oltre 8 mila firme alla petizione per chiedere il ripristino dei treni notturni a lunga percorrenza, mentre mercoledì scorso si è tenuto il pranzo della solidarietà organizzato presso i locali della mensa Sant’Antonio. Presenti solo l’arcivescovo La Piana, il sindaco Buzzanca, il presidente del Consiglio Comunale Previti, l’assessore Caroniti e il deputato Garofalo. Assenti tutti gli altri esponenti della politica locale, che si sono ben guardati dal presentarsi. 

“Questo incontro -spiegano i portavoce dell’iniziativa- voluto dai volontari della mensa con l’accordo dei Padri Rogazionisti, nasce dal voler manifestare concretamente non solo il palese appoggio morale a questi concittadini privati dal loro lavoro ma, soprattutto, una risposta simbolica al bisogno di una socialità sempre più assente in questi giorni a causa dell’attuale crisi economica. Ecco perché sono invitati a questo pranzo anche tutti quei rappresentati politici che fattivamente vogliono impegnarsi a dare una risposta concreta al bisogno di queste 85 famiglie di messinesi, realizzando così che anche per queste ultime Natale sia ancora una ricorrenza da festeggiare e non da dimenticare”. foto Dino Sturiale