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I tagli dell’Ente Teatro? Molto rumore per nulla

“Un atto dovuto”. Così Pippo Di Guardo, segretario generale della SLC Cgil, liquida la notizia degli ulteriori tagli per l’Ente Teatro decisi in agosto. “Basta leggere con attenzione la circolare -spiega Di Guardo. Il taglio riguarda tutta la Sicilia, non solo l’Ente Teatro di Messina. Tra l’altro, la somma che si avrebbe con i tagli, poco più di 3 milioni e mezzo di euro, basterebbe solo per gli stipendi e la gestione minima del teatro e non resterebbe nulla per la stagione lirica e per quella di prosa. E’ evidente che poi si dovrà valutare la situazione di ogni singolo ente. Un allarme infondato, che contribuisce solo ad alimentare la confusione e a distogliere dal quello che è il vero problema di questo teatro: il suo futuro e quello dei lavoratori che da 25 anni contribuiscono a farne un centro di cultura”.

Nella circolare regionale si fa infatti riferimento ad una nota dell’ex assessore regionale all’Economia Armao ed al cosiddetto Bozzone che riguarda sia il Previsionale 2013 che il Bilancio Pluriennale 2013-2015. “Gli Enti (ai quali è stata indirizzata la circolare dell’assessorato, ndr) nella redazione dei loro bilanci devono tenere conto di uno stanziamento non superiore al 70% dell’anno precedente”. Frase questa, che ha seminato il panico un po’ ovunque, Messina compresa.

“Ripeto -aggiunge Di Guardo- questa circolare è un passaggio obbligato a causa della revisione della spesa imposta dal governo nazionale. Poi ogni singolo ente dovrà contrattare la propria posizione. Ecco perché è più urgente che mai che a guidare il Vittorio Emanuele ci sia una dirigenza competente”.

Per ora la sola certezza è che un commissario da Palermo arriverà. Che sia l’avvocato Fulvio Cintioli indicato dall’ex assessore alla Cultura Tranchida o che sia un altro individuato dal neo presidente della Regione è da vedere. Ma dall’entourage di Crocetta c’è la conferma che il commissariamento dell’Ente Teatro di Messina non sarà ritirato.

“Non mi è ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale -dichiara l’avvocato Cintioli. Ovviamente, c’è la mia completa disponibilità a rispettare il mandato e a svolgerlo nel miglior modo possibile. Per il momento non ho altro da aggiungere”.

Del resto, anche se è vero che l’attuale presidente Luciano Ordile è stato nominato in quota UDC quando il partito di Casini andava d’amore e d’accordo con Lombardo, è anche vero che a spingere per il commissariamento sono stati soprattutto i sindacati e che all’interno delle sigle sindacali la SLP Cgil sembra la più determinata in questo senso.

“Questo Consiglio di Amministrazione -commenta Pippo Di Guardo, segretario generale della SLC Cgil- non si è dimostrato assolutamente all’altezza del compito. Abbiamo richiesto con forza il commissariamento, in attesa che sia nominato un CdA con il quale ci si possa confrontare serenamente su aspetti fondamentali come la definizione della pianta organica, che aspettiamo da 25 anni, e la stabilizzazione degli orchestrali. In ogni caso, anche se tra mille difficoltà, non smetteremo di presidiare il teatro fino a quando non arriverà il commissario straordinario”.

I lavoratori del teatro occupano il teatro dal 23 ottobre. All’inizio con un presidio permanente, poi solo durante le ore di lavoro perché, da quanto raccontano i dipendenti del Vittorio Emanuele, quello che resta del CdA ha tirato fuori problemi di sicurezza, impedendo loro di continuare ad occupare 24 ore su 24.

Un braccio di ferro che va avanti anche su banalità come l’uso del microfono. Durante le tre serate della Abbagnato i sindacati sono saliti sul palco per spiegare al pubblico le ragioni della protesta. Ma senza microfono perché, almeno la giustificazione ufficiale è stata questa, “non è stato richiesto”. In ogni caso, quando Di Guardo è salito sul palco poco prima dello spettacolo il pubblico lo ha ascoltato in silenzio e con attenzione ed alla fine in molti si sono alzati in piedi per applaudire. Un applauso che vale più di mille dinieghi.