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I sindacati degli edili in Prefettura, decisa l’apertura di un tavolo per sbloccare i cantieri delle opere pubbliche

Vertice in Prefettura per la crisi dell’edilizia  che ha travolto Messina e la sua provincia. In discussione il blocco delle opere pubbliche, il lavoro nero ed il mancato rispetto delle norme infortunistiche nei cantieri.

A confrontarsi con i segretari generali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil il vice prefetto aggiunto Merenda. Durante l’incontro, richiesto dai sindacati, è stata evidenziata la grave situazione del settore edile, con molte opere pubbliche bloccate. Un fenomeno solo in parte dovuto alla mancanza di liquidità degli enti locali.

In molti casi infatti, pur essendo in grado di avviare nuovi cantieri o di far andare avanti quelli già aperti, i lavori sono bloccati da impedimenti burocratici o amministrativi.

Da qui la decisione di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di chiedere alla Prefettura l’apertura di un tavolo tecnico per convocare gli enti appaltanti per individuare e rimuovere gli elementi ostativi all’apertura dei cantieri.

“Uno dei casi più eclatanti è quello dello Iacp -conferma Pippo Famiano, segretario generale della Filca Cisl. Oltre ai cantieri del Risanamento delle aree più degradate di Messina, ci sono anche ben 40 interventi di recupero edilizio delle palazzine di proprietà dell’Istituto già finanziati, che possono essere affidati alle imprese subito con il cottimo fiduciario”.

Durante l’incontro in Prefettura si è parlato anche di altre due piaghe annose del settore edile: il lavoro nero (solo la metà dei lavoratori è regolarmente assunta) e la mancata applicazione delle norme antiinfortunistiche all’interno dei cantieri.

Anche per questi due punti i sindacati hanno chiesto un’opera di sensibilizzazione da parte della Prefettura e l’attivazione di specifici tavoli di incontro con i soggetti direttamente interessati.