I Revisori dei Conti fanno le pulci alle spese di Buzzanca

L'ex sindaco Buzzanca durante l'ultima conferenza stampa

Nel mirino del Collegio dei Revisori dei Conti sono finite anche le spese di rappresentanza del sindaco. Poco più di una pagina firmata dal presidente del Collegio Dario Zaccone ed inviata al Ragioniere generale Ferdinando Coglitore e per conoscenza al Segretario generale Santi Alligo, per chiedere conto e ragione delle somme spese nel 2011.

“Dalla verifica della documentazione fornitaci -scrive Zaccone- emergono in linea generale discordanze tra la natura delle spese sostenute e quanto indicato a margine della tabella stessa prevista dal D.M. del 23 gennaio 2012. Per quanto sopra, si chiede dettagliata relazione con particolare attenzione alla correlazione tra la natura della spesa sostenuta e i dettami dei principi in parola”.

Che tradotto in un italiano comprensibile per tutti, significa che al Collegio dei Revisori, che si è insediato a luglio, i conti non tornano anche su come nel 2011 sono stati spesi i 200 mila euro del fondo destinato alle spese di rappresentanza dell’Ufficio del sindaco.

Che, come ricorda Zaccone nella nota inviata a Coglitore ed Alligo, sono tali se “rispondono ai seguenti principi generali: stretta correlazione con le finalità istituzionali dell’ente, sussistenza di elementi che richiedano una proiezione esterna delle attività dell’Ente per il migliore perseguimento dei propri fini istituzionali, rigorosa motivazione con riferimento allo specifico interesse istituzionale perseguito, alla dimostrazione tra l’attività dell’ente e la spesa erogata, nonché alla qualificazione del soggetto destinatario dell’occasione della spesa e rispondenza ai criteri di ragionevolezza e di congruità rispetto ai fini”.

Certo, a guardare il lungo elenco delle spese effettuate dall’Ufficio di Gabinetto del sindaco, porsi qualche domanda è d’obbligo. “Può una pianta inviata ad un supermercato che ha invitato il sindaco all’inaugurazione essere considerata una spesa di rappresentanza? E i necrologi? Sono anche questi da considerare spese di rappresentanza? A chiederlo, dopo avere letto la relazione dei Revisori dei Conti sul Bilancio Consuntivo 2011, è Felice Calabrò, capogruppo del PD a Palazzo Zanca.

E noi aggiungiamo: la quantità industriale di coppe, medaglie e simili distribuita con generosità ad ogni pie’ sospinto può essere considerata rappresentanza? E i contributi alle bande ed alle associazioni musicali? E le determine sibilline che portano come unica dicitura “approvazione e liquidazione spese di funzionamento dell’Ufficio del sindaco a diverse ditte” come devono essere considerate? E anche se non sono spese di rappresentanza, com’è possibile che nel 2011 lo staff del sindaco abbia speso 8 mila euro per la cancelleria?

Visto che in cassa ci sono solo 76 mila euro, le perplessità sollevate dal Collegio dei Revisori dei Conti sono più che legittime. Tanto più se si pensa che secondo i conti fatti dal PD, per arrivare alla fine dell’anno, rimandando eventualmente la certificazione del dissesto al 2013, sono necessari almeno 65 milioni. Somma necessaria per pagare almeno gli stipendi e garantire servizi essenziali come raccolta rifiuti e trasporti.

“L’amministrazione Buzzanca non ha governato -ha dichiarato ieri in conferenza stampa Peppe Grioli, segretario cittadino del PD- non ha compiuto le scelte necessarie per risanare il bilancio dell’Ente, ha nascosto i problemi ed ha lasciato un Comune ridotto ai minimi termini. Siamo alla vigilia di un dissesto economico che può determinare forti tensioni sociali. A rischio c’è la stabilità economica di tante famiglie messinesi e la qualità della vita dell’intera città”.

Per non far esplodere la città sotto il peso della tensione sociale, servono 25 milioni per pagare ai 1600 impiegati comunali 4 stipendi (non hanno ancora avuto quello di settembre) e la tredicesima, poco più di 14 milioni per garantire la raccolta rifiuti, 10 milioni per l’Azienda Trasporti e 8 milioni per i servizi sociali.

La conferenza stampa del PD cittadino

A fronte di queste uscite, le uniche entrate certe sono i 20 milioni che arriveranno dal Governo centrale (16 milioni entro l’anno e altri 4 a febbraio 2013) e 10 milioni dalla Regione. Dato quest’ultimo che potrebbe essere messo in discussione perché anche la Regione deve rispettare il Patto di Stabilità. E che proprio ieri il ministro dell’Economia Vittorio Grilli abbia firmato l’intesa con la Regione Sicilia per consentire la deroga al Patto di Stabilità 2012 anche se dà un po’ di fiato (si sbloccheranno 600 milioni per la spesa e 300 per impegni sugli investimenti futuri) non consente certo di dormire sonni tranquilli.

In ogni  caso, è evidente è che ad avere appesantito notevolmente i conti in profondo rosso del Comune è l’incapacità dell’ente di esigere i crediti cui ha diritto. Per esempio, quelli dovuti dagli affittuari dei 1500 appartamenti di sua proprietà (la metà dei quali sono occupati senza che sia stato stipulato un regolare contratto di affitto e incassarli tutti farebbe arrivare a Palzzo Zanca 15 milioni di euro) o dall’uso degli impianti pubblicitari e dalla Tarsu, la tassa sui rifiuti.

“Adesso bisogna agire attraverso un cambio incisivo sulla politica del personale –ha spiegato il capogruppo consiliare del PD Felice Calabrò. È necessario fermare le rotazioni e gli spostamenti anomali di personale e di dirigenti e stabilizzare un’organizzazione delle risorse umane efficiente e in grado di recuperare quella liquidità della quale il Comune ha assoluto bisogno. C’è da ricostituire immediatamente uffici in grado di regolarizzare ed incassare effettivamente tutte le entrate che possono confluire nelle casse di Palazzo Zanca”.

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