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I regali di Natale, tra ricicli e cremine per “lui”

Mariangela Donato

Cara la mia buddaCity, ci siamo. Inizia il countdown per la fine del 2013. Prima però di dare inizio ai festeggiamenti per il nuovo anno, non sfuggiremo di certo alle tradizionali mangiatone con parenti, panettoni, carte da gioco, tomboloni e… regali.

Tolte le luci al Natale, lasciamo che la magia dei pacchetti sotto l’’albero ci dia quell’atmosfera natalizia e riponiamo in loro la speranza di un futuro migliore, anche se non certo per ciò che contengono.

Già da un mesetto su facebook impazzano i soliti e lacrimosi link-song natalizi (tipo gli Wham con Last Christmas e la classica Mariah Carey con All I want for Christmas is you) e io mi preparo a fare un sondaggio.

Inizio così a parlare di regali natalizi con amici e parenti, sì quelli famosi del detto con i quali non bisogna mai né comprare né vendere niente. Viene fuori che a fare i regali più brutti sono con schiacciante maggioranza cognate e zie, che battono anche la suocera con i belli pigiamoni in pile, modello antistupro.

Smascherate le due categorie che secondo questo numero ristretto di gente non perdono tempo ad adattare il pensierino al destinatario, mi addentro nel mio pensiero esaminando la questione.

Si parla di scambio di regali, perché in genere li si fa e li si riceve. Non per esser venali, ma succede che perdendosi in ragionamenti, cercando di sorprendere e per dimostrare affetto, si arrivi a volte a delle soluzioni anche costose, incappando in uno scambio poco equo. Ho sentito di un PC ricambiato con due libri, di un Rolex con un pigiama (di una marca che non era certo Victoria’s secret) e di un solitario con una sciarpa.

Non per costo ma per giustizia, ci sono poi i famosi, come li chiamavo io da piccina, regali non piaciuti. Scarsa nel trattenere per mimica facciale le emozioni, paleso immediatamente un qualcosa che non mi piace, sia che sia io a riceverlo o altri.

Tra i peggiori è giusto citare

le imitazioni dei profumi, da acqua di gioIA a eternitA’, i maglioni tristemente grossi in lana e pieni di pon pon (mia sorella ancora paga lo psicologo per averne ricevuto uno) e per finire il peggior regalo che io abbia ricevuto: dentro a uno scatolino da bomboniera, di quelli rigidi bianco-madreperla, chiuso con nastrino bianco ed etichetta dorata del negozio, mancavano davvero solo i confetti ed il tulle. E lì dentro c’era una cinturina in simil-cuoio, trovata probabilmente in un vestitino da bancarella.

Adesso gente, riflettiamo. Vada per il riciclare una cinturina che mai sarebbe stata indossata dalla proprietaria del vestitino sopracitato, complimenti anche per il risparmio avendo quindi preso due piccioni con una fava (risparmio nel comprare un regalo e nell’armadio c’è un capo in più) ma perché lo scatolino della bomboniera? Ma l’arte del riciclo non sarebbe più giusto lasciarla a Giovanni Mucciaccia di ArtAttack o a Barbara Gulienetti di Real Time?

Il sondaggio è finito, mi metto quindi alla ricerca di gadget carini, nuovi, simpatici, goliardici, a prezzi sostenibili. Mi si apre un mondo attraverso i vari siti internet. Qui trovo dal fidanzato-cuscino, un morbido e confortevole cuscino a forma di busto con braccio che simula un abbraccio per le donne bisognose di coccole, al quale personalmente credo andrebbe abbinato un simpatico dildo per i momenti di intimità individuali, al kit cura per il gentiluomo che in una confezione elegante, un cofanetto in velluto grigio, contiene pettinino, forbice, specchietto e una cremina tascabile (doveroso copiare la descrizione dell’articolo: cura quotidiana per uomini impegnati).

Ogni vero maschio dovrebbe iniziare la giornata curando il compare di mille battaglie e a soli 14,90 euro. E ancora, per gli amanti delle cose di casa, trovo la carta igienica stampata con Babbo Natale e canzoncina.

Venghino siori, venghino, ne abbiamo per tutti i gusti. Cortesemente, diamo un taglio al riciclo natalizio, ai regali osceni. Gusto e rispetto, please. E se proprio non ce la puoi fare… non lo fare! Ovviamente, ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.

Mariangela Donato

Speaker radiofonica, blogger, conduttrice tv, mamma, portatrice sana di battute a raffica anche quando è giù di corda e chi più ne ha più ne metta, La Donato “viveur” è una messinese in fissa con il “savoir faire”. Su Sicilians scrive su abitudini e modi di fare soliti e insoliti, nostrani e non, prendendoli e prendendosi un po' in giro. La sua rubrica "Mi state tutti sul tacco" è la penna pettegola e pungente del nostro giornale.