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I precari della Provincia, figli di un dio minore

I precari della Provincia sono 98 e da oltre 25 anni lavorato per l’ente. Di stabilizzazione però, così come a Palazzo Zanca, neanche a parlarne nonostante in alcuni Comuni sia stato avviato il percorso per porterà all’assunzione del personale che non è inquadrato a tempo determinato.

Sul banco degli imputati il presidente Nanni Ricevuto, che nei giorni scorsi ha dichiarato che senza l’aiuto della Regione nel 2015 andranno tutti a casa.

“Ricevuto è l’unico amministratore in tutta la Sicilia che  non  mostra preoccupazione in merito al futuro occupazionale dei 98 precari che da più di venticinque anni garantiscono i servizi presso la Provincia Regionale -commentano i segretari generali delle Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil Clara Crocè, Calogero Emanuele e Pippo Calapai.

L’indifferenza e la superficialità con cui il presidente affronta il tema della stabilizzazione è indice di irresponsabilità politica oltre che morale nei confronti dei 98 precari (e delle loro famiglie) che ormai sono  indispensabili  per poter garantire l’ erogazione di tutti i servizi, compresi quelli essenziali.

Nonostante abbiano in proporzione alle dotazioni organiche un maggior numero di precari in servizio, i sindaci della maggior parte dei Comuni del messinese hanno già aperto i tavoli di concertazione con i sindacati per definire un percorso di fuoriuscita dal precariato e garantire stabilità occupazionale e servizi ai cittadini.

Ma il Presidente Ricevuto, come l’ex sindaco Buzzanca, è incapace di portare avanti le vertenze. Nessun confronto, nessun percorso per garantire la continuità occupazionale. I precari sono considerati figli di un dio minore. Lavoratori di serie C  che non meritano alcuna considerazione”.

Cgil, Cisl e Uil chiedono a Ricevuto un incontro immediato per esaminare la vertenza dei precari e la loro stabilizzazione. “Non vorremmo vedere anche per la Provincia Regionale -concludono Crocè, Emanule e Clapai- lo stesso film che sta andando in onda in Comune, perché Messina non può sopportare altre emergenze provocate da   amministratori incapaci di gestire anche l’ordinario”.