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I massoni ad Accorinti: confrontiamoci con serenità

Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia

Lo hanno punzecchiato nel punto più sensibile: l’emarginazione a priori di chi non è come noi. Dopo le dichiarazioni del sindaco di Messina Renato Accorinti rispetto al fatto che nessun massone ricoprirà incarichi per la nuova amministrazione, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi ha preso carta e penna e ha scritto al primo cittadino.

Una lettera garbata ovviamente, ma nella quale di mettono un po’ di puntini sulle “i”. A partire, per chi si fosse distratto durante le ore di storia, dal ruolo fondamentale della massoneria nell’Unità d’Italia.

“Nel rivendicare con legittimo orgoglio la nostra appartenenza al Grande Oriente d’Italia -scrive Raffi- la più numerosa, antica e internazionalmente riconosciuta Associazione massonica nel nostro Paese, ci corre l’obbligo di palesare stupore e preoccupazione per le Sue affermazioni, non smentite, riportate nella “Gazzetta del Sud” di venerdì 26 luglio, che esplicitamente individuano nel “non essere massoni” un requisito imprescindibile per ricoprire incarichi pubblici nella nostra Città e in questa prassi che si intenderebbe adottare il “salto di qualità” che la Sua amministrazione è determinata a imprimere alla conduzione della cosa pubblica.

A nostro avviso, la discriminazione dei cittadini in massoni e non massoni, l’emarginazione preconcetta di taluni a vantaggio di altri che la Sua Amministrazione proclama di voler perseguire rappresenta un’aperta violazione dell’articolo 3 di quella Costituzione repubblicana che Ella ha giurato di osservare.

Non possiamo altresì non rilevare che l’utilizzo indiscriminato del termine massoneria per indicare realtà diversissime quali logge spurie incontrollate e incontrollabili prive di alcun riscontro a livello nazionale e internazionale e Associazioni più che bicentenarie come la nostra intrinsecamente correlate, dai primordi del Risorgimento, al divenire civile della Nazione italiana, costituisce una generalizzazione foriera delle più gravi incomprensioni.

Altra fonte di fraintendimento è il riferirsi alla massoneria come a qualcosa di ammantato dal segreto impenetrabile. Nulla di più falso giacché la riservatezza, cui i massoni hanno ben diritto al pari di tutti gli altri cittadini, è cosa ben diversa da una presunta segretezza nei fatti palesemente contraddetta dalla trasparenza di una vita associativa (dall’ubicazione delle sedi ai nominativi di coloro che ricoprono incarichi ad ogni livello, dall’annuncio delle nostre manifestazioni culturali e delle nostre iniziative umanitarie ai resoconti delle medesime correlate da una ricca documentazione fotografica) della quale a tutti, massoni e non massoni, è dato venire in ogni momento a conoscenza attraverso la consultazione del nostro sito www.grandeoriente.it.

Ma c’è un punto sul quale più che su ogni altro ci preme, Signor Sindaco, richiamare la Sua attenzione. Se è vero come è vero che la discriminazione e quindi la persecuzione contro i massoni costituisce nel Novecento europeo elemento comune a tutti i regimi totalitari, ben Lei comprenderà il nostro stupore nel vedere una Persona della Sua ben nota sensibilità libertaria, protagonista apprezzato di battaglie di alto valore civile, oggettivamente accomunata a zelanti persecutori della Massoneria di regimi totalitari di infausta memoria.

Al contrario la massoneria ha sempre prosperato nei Paesi di ininterrotta tradizione democratica quali la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti e da Giuseppe Garibaldi a Salvador Allende, da Simon Bolivar a José Martì, massoni sono stati protagonisti delle grandi lotte di liberazione per l’indipendenza nazionale e per il riscatto economico e sociale delle classi lavoratrici.

Signor Sindaco, non è nella demagogica e fin troppo facile caccia alla streghe contro i massoni che va ricercata la soluzione degli annosi problemi della nostra Città, ma nel dialogo e nel confronto tra tutti i cittadini buoni e onesti, laici e credenti, massoni e non massoni. Confrontiamoci con serenità e animo scevro da pregiudizi e scopriremo che Libertà, Eguaglianza e Fratellanza sono valori che ci accomunano al di là di ogni artificioso steccato.

In questa fiducia La invitiamo, nella Sua qualità di Primo cittadino, a un incontro, a un confronto leale e sincero, che auspichiamo possa svolgersi in una Sede comunale che siamo certi Ella vorrà concederci nei tempi e nei modi che avremo concordato”.

Oltre a Raffi, hanno firmato la lettera Santi Fedele, Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia, Giuseppe Trumbatore, presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Sicilia, Luigi Raffa, presidente Consiglio MM VV Messina, Giuseppe Mangano, Franco Ferrara, Nunzio Castiglione, Salvatore Versaci, Cosimo Inferrera, Massimo De Luca, Natale Arena, Carmelo Romeo, Giuseppe Gambardella, Piero D’Alessandro, Alfredo Isaja, Mario Costantino, Pasquale Marciano’ , Antonino Micale, Antonino Inferrera, Francesco Celona, Silverio Magno, Vittorio Rizzo, Agostino Florio, Francesco Costa, Pietro Gerlando, Giuseppe Lo Farò, Giovanni Marino, Domenico La Camera, Egidio David, Vito Di Stefano, Onofrio Di Stefano, Santi Ruggeri.