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I mafiosi di Corleone volevano uccidere il ministro Angelino Alfano

Alfano IMG_9809I Carabinieri hanno smantellato stamattina il vertice del mandamento di Corleone. Sono stati fermati sei tra boss e gregari.

Durante una conversazione alcuni avrebbero discusso dell’eliminazione del ministro Angelino Alfano. Sarebbe stato colpevole, secondo i mafiosi, dell’inasprimento del regime carcerario dei condannati al 41 bis.  Durante la conversazione avrebbero detto di voler far fare ad Alfano la fine del presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy ucciso a Dallas il 22 novembre del 1963.

Immediate le reazioni della politica. Il vice capogruppo del Nuovo Centro Destra all’Assemblea regionale siciliana Vincenzo Fontana, esprime sostegno e solidarietà ad Alfano. “Ad Angelino e alla sua famiglia tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza – sottolinea Fontana – la gestione delle insidie interne e quelle provenienti dall’esterno, legate in questo particolare momento alla minaccia del terrorismo, impone scelte coraggiose, nette e di responsabilità. E il suo operato, in questa direzione, è certamente una garanzia per la tenuta dell’ordine e la sicurezza pubblica del Paese e per la salvaguardia dei valori della libertà e della democrazia. Il blitz di oggi a Corleone e quanto viene fuori dalle indagini degli inquirenti – osserva Fontana – sono la prova provata di un’efficacia ed incisiva attività istituzionale portata avanti con coerenza e linearità in tutti questi anni da Alfano. Nella fattispecie, la reazione dei boss sarebbe stata indirizzata all’operato da Ministro della Giustizia, quando mise in campo il provvedimento del carcere duro per i mafiosi. Ad Angelino Alfano, persona integerrima – conclude il Vice Capogruppo all’ARS dell’NCD – il mio, e il nostro sincero incoraggiamento ad andare avanti nel percorso intrapreso per provare a debellare questa grave piaga sociale”.