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I lavoratori di Casa Serena pronti alla mobilitazione

Lavori talmente a rilento da essere di fatto fermi e nessuna certezza per la salvaguardia dei posti di lavoro. Gli operatori di Casa Serena, in stato di agitazione da diversi giorni, sono sul piede di guerra e questa mattina, durante l’assemblea convocata dalla FP Cgil di Messina, hanno dato mandato al sindacato di organizzare una nuova ondata di proteste.

Il 30 giugno prossimo scadrà la cassa integrazione per i 104 lavoratori del pensionato comunale e visto che il nuovo bando prevederà solo una cinquantina di posti di lavoro, chi resterà escluso teme per il proprio futuro.

“Non possiamo ridurci all’ultimo momento per tutelare tutti i posti di lavoro -commenta Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil. Qui i lavori procedono troppo a rilento ed i lavoratori ci hanno dichiarato che l’impresa si fa vedere di rado. Del resto, basta venire qui a fare un sopralluogo per rendersi conto che le cose stanno proprio così come ci è stato raccontato questa

mattina in assemblea”.

Ma in discussione c’è anche il mancato pagamento delle fatture di Casa Serena, ferme a dicembre. Fatto questo, che comporta anche un abbassamento della qualità dei servizi forniti agli anziani che ancora vivono nel pensionato, dove scarseggiano persino i detersivi.

“Abbiamo constatato una riduzione del livello dei servizi -conferma Clara Crocè- e questo è semplicemente inaccettabile. Gli anziani non devono essere toccati, stanno subendo già abbastanza Entro oggi manderemo al dirigente il Dipartimento Servizi sociali Salvatore De Francesco una richiesta urgente di incontro per definire una volta per tutte questa vicenda”.

Ieri sono state numerate le fatture di Casa Serena, di Azione Sociale (per quanto riguarda l’assistenza domiciliare ai disabili) e di Faro 85 e tra oggi e venerdì dovrebbero essere trasmesse alla Ragioneria Generale per la liquidazione. Intanto, i lavoratori del pensionato comunale sono senza stipendio da dicembre, quelli di Azione Sociale da novembre e quelli della Faro 85 da settembre.

“I lavoratori, ormai ridotti alla fame, sono davvero allo stremo -conclude il segretario generale della FP Cgil. Nonostante questo continuano ad assistere le persone affidate loro, ma non è possibile erogare servizi sulla pelle dei lavoratori”.